La replica della banca: «Segnalazione irrilevante»
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fonte:
- Modena Qui
Nuovi importanti sviluppi nella vicenda del Monte de’ Paschi di Siena. La Consob ritiene che la banca, anche nel 2012 – e quindi sotto l’ attuale gestione -, abbia omesso di fornire informazioni, o le abbia fornite in modo non veritiero, in risposta all’ Autorità di vigilanza che indagava su alcune delle operazioni poi finite nel miniro dei magistrati. A darne notizia è l’ agenzia di stampa Reuters , che fa riferimento ad un documento trasmesso nel febbraio scorso dalla Commissione nazionale per le società e la Borsa alla Procura della Repubblica di Siena. Nella segnalazione si parla espressamente di «fatti aventi possibile rilevanza penale». Dunque, dopo le inchieste che hanno travolto gli ex vertici dell’ istituto (Giuseppe Mussari e Antonio Vigni), ora anche per gli attuali presidente, Alessandro Profumo, e amministratore delegato, Fabrizio Viola, si profilano responsabilità nell’ ambito dello scandalo che all’ inizio di quest’ anno ha fatto tremare Rocca Salimbeni . I fatti contestati partono nel 2008, ma proseguono anche in date 23 aprile 2012, 24 aprile 2012, 10 maggio 2012, 25 giugno 2012, 6 luglio 2012, 20 luglio 2012 e 1 ottobre 2012, quando era già subentrata la gestione attuale. Secondo il documento inviato ai magistrati, che lo hanno poi protocollato, la Consob informa di aver ripetutamente chiesto alla banca e alla Fondazione informazioni sul Fresh 2008, uno degli strumenti finanziari già finiti nel mirino della Procura, serviti a finanziare l’ acquisizione di Antonveneta, e sull’ operazione Alexandria. Ebbene, sulla base delle risposte ottenute, l’ Autorità di vigilanza sottolinea che Mps «ha fornito informazioni non veritiere e fuorvianti». «La condotta ostativa – scrive la Consob – non risulta circoscritta ad un singolo episodio, bensì si contraddistingue per il suo carattere continuativo, sistematico e reiterato». E ancora: «l’ atteggiamento gravemente omissivo da parte della banca sulle reali condizioni economiche-finanziarie» non ha «ritardato le funzioni di vigilanza» dell’ Autorità, ma ha anche «fornito al pubblico un quadro informativo non completo e distorto», nascondendo «la natura reale» dell’ operazione Nomura. «L’ occultamento di tali informazioni ha, di fatto, ostacolato l’ esercizio dell’ attività di vigilanza della Consob», conclude la nota della Commissione. Sulla base di tale documento, il Codacons ha inviato alla Commissione europea la richiesta di bloccare gli aiuti di Stato (i Monti-bond) concessi a Mps, perché il piano di ristrutturazione che li ha resi necessari si basa su «informazioni non veritiere». L’ associazione dei consumatori auspica la rimozione degli attuali vertici dell’ istituto.
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