Nuove indagini per il buco di Mazzoni
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fonte:
- La Nuova Ferrara
Serve tempo, altro tempo per indagare sul “buco” lasciato da Raffaele Mazzoni, consulente funzionario di Banca Mediolanum, scappato nel febbraio scorso da Ferrara, e dai suoi clienti raggirati, oltre 1500 che aveva in portafoglio. Scatta così la proroga di altri sei mesi di indagini per l’ inchiesta di procura e finanza (il pm Nicola Proto e gli ispettori del nucleo della tributaria) che stanno verificando cliente dopo cliente ammanchi e responsabilità, penali. Si indaga per appropriazione indebita, per i “trucchi” inventati da Mazzoni per far fronte alle vertiginose difficoltà innescate da invetimenti sbagliati. E così dopo quasi sei mesi di indagini, “buco” e numero dei truffati viene ridimensionato dalle risultanze dell’ inchiesta: le posizioni ora al vaglio degli inquirenti sarebbero non più di 160 e dunque non tutti i 1500 clienti che aveva in portafoglio, – per fortuna, vien da dire – sono coinvolti nel raggiro. Raggiro che ancora gli inquirentui non possono quantificare, che dovrebbe attestarsi sui diversi milioni di euro, visto che i soldi versati a Mazzoni, cliente dopo cliente, vanno da quote irrisorie di 10/15mila euro fino a 200/300 mila euro. Insomma, il “buco” non è una voragine, ma poco ci manca. A chiarire e dettare numeri , nomi e fatti è lo steso Mazzoni che dal febbraio scorso, una volta la settimana, viene a Ferrara e si incontra con gli ispettori della Finanza per spiegare, e far capire come e perchè è finito in questo gorgo finanziario che lo ha trascinato sempre più giù. Mazzoni, da quando è scappato da Ferrara, dalla casa in cui abitava in centro città, vive in una località segreta (raggiungibile ovviamente dagli inquirenti) e ha dato la massima collaborazione per charire tutte le posizioni del suo cospicuo portafoglio clienti. Clienti che dai primi giorni della sua fuga – clienti di tutta la provicnia, i più a Jolanda dove è originario Mazzoni e dove aveva la più vasta cerchia di amicizie e fiducia – stanno cercando di recuperare i soldi investiti. Ora diverse centianaia di clienti si sono affidati ad associazioni consumatori (Codacons, Federconsumatori e altre)e a legali per tentare una trattativa con Mediolanum. Trattativa tuttora in corso. “La settimana prossimna dovremo avere risposte dalla banca – spiegava ieri Bruno Barbieri dirigente e legale del Codacons – Chiediamo, per conto dei risparmiatori che si sono rivolti a noi, 120/130, il rientro delle cifre. Nel caso la proposta non dovesse soddisfare, avvieremo cause civili”. Sul piede di guerra giudiaziario anche l’ avvocato Gianluigi Pieraccini che assiste una intera famiglia, che ha investito cifra molto importante con Mazzoni: “Anche per noi è in corso la trattativa – spiega il legale – anche se viene sollevato il dubbio, da parte di Mediolanum, di un concorso di colpa dei miei clienti, in quanto diedero a Mazzoni sulla fiducia, assegni con firma in bianco”. Si tratta per il legale di norme ormai superate. Nel caso la proposta di Mediolanum dovesse essere non accolta, anche in questo caso scatterà la causa civile. Dunque i binari del contenzioso sono ormai paralleli: inchiesta penale per appropriazione indebita che avrà epilogo nel processo a Mazzoni e i processi civili nel caso le trattative con Mediolanum dovessero interrompersi. Mediolanum che, da quanto si apprende, ha già garantito copertura di molti casi limite: i ripetuti versamenti in contanti a Mazzoni (molti pensionati). In questi casi si è riusciti a fornire come prova i prelievi in contanti da conti postali fatti giorni prima del versamento a Mazzoni, sui quali Mediolanum garantisce copertura. Sui versamenti, invece, in contanti riferiti solo a voce, difficilmente potrà esservi rientro.
di daniele predieri
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