Ponteggi al Colosseo I restauri sono iniziati Ma nessuno lo dice
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fonte:
- Il Tempo
M Se son rose fioriranno. Ma siccome si tratta di ponteggi che all’ improvviso si innalzano sul Colosseo possiamo dedurre che l’ avvio dei lavori di restauro dell’ Anfiteatro Flavio, dopo mesi e mesi di trepidante attesa, è in fieri, anzi iniziato. Sotto l’ arcata 53, la prima se si parte a contare dal lato di via Labicana, c’ è un cartello che indica le date di inizio e fine lavori 12 luglio 2013 e 2 marzo 2016. Il 12 luglio nessuno se n’ è accorto ma i lavori sono «decollati» siapur virtualmente perché siamo ancora nella fase di cantierizzazione. Ora la presenza dei ponteggi dà l’ idea che presto qualcuno ci salirà sopra. Insomma ci siamo, anche se manca ancora l’ imprimatur ufficiale del Mibac, o del ministro Bray. Per ora accontentiamoci del cartello dei lavori. Al centro c’ è il Colosseo, da un lato il logo del Mibac e dall’ altro, stesse dimensioni, quello del marchio Tod’ s. Poi si legge che la società Gherardi restaurerà, come da oggetto del bando riportato: «Progettazione esecutiva ed esecuzione del restauro del prospetto settentrionale e meridionale della realizzazione delle cancellate poste a chiusura dei fornici del I ordine. Importo dei lavori 6.578.184,37 euro di cui 415.123,55 euro per oneri per la sicurezza». In attesa della grancassa va sottolineato che i lacci e lacciuoli che impedivano il restauro si sono cominciati a sciogliere quest’ estate. Il31lulio il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Codacons contro l’ assegnazione al Gruppo Tod’ s di Diego Della Valle della sponsorizzazione dei restauri dell’ anfiteatro Flavio. Il Codacons non si arrende certo e ha già annunciato che fa ricorso in Cassazione. Ma questo non ha impedito l’ inizio dei restauri secondo quanto previsto dalla normativa sui lavori pubblici. Sul cartello sopra il logo Tod’ s si legge pure: «Sponsorizzazione per il finanziamento del piano degli interventi da realizzarsi nell’ Anfiteatro Flavio-Colosseo».Il2 marzo 2016la Gherardi dovrà consegnare il lavoro alla Soprintendenza, rispettando quei 915 giorni con cui la società si è aggiudicata l’ appalto. Ma c’ è anche un altro ricorso che pende sul Colosseo. La ditta Lucci, arrivata seconda nella garabandita dal commissario straordinario per le aree archeologiche di Roma e Ostia Antica il 4 agosto 2011, aveva impugnato la decisione della Soprintendenza Archeologica di Roma di affidare i lavori da 8 milioni di euro alla Gherardi perché in precedenza aveva aveva revocato l’ appalto per mancanza di documentazione. La ditta ha fatto un ricorso al Tar del Lazio che è stato respinto nel febbraio scorso. Io. Il Tar aveva anche revocato l’ esclusione della Gherardi. E dunque ha deciso che Gherardi deve effettuare il restauro, che comprende anche la realizzazione delle cancellate a chiusura dei fornici del primo ordine. La società Lucci si è così rivolta al Consiglio di Stato che con un’ ordinanza dello scorso 31 luglio ha rinviato ad Adunanza plenaria la discussione del caso. Ma la sentenza arriverà a restauro già in corso. Potrebbero passare anche dei mesi prima di sapere la decisione finale della giustizia amministrativa sulla questione che è completamente disgiunta da quella del ricorso Codacons. Nel frattempo la ditta Gherardi, che in questo momento ha la titolarità dell’ appalto, sta mettendo i ponteggi intorno al monumento per dare l’ avvio ai lavori. Nel caso laAdunanza plenaria dovesse dare ragione alla ditta ricorrente e contraddire la sentenza del Tar i lavori potrebbero cambiare ditta d’ appalto.
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