Iva:Codacons,no aumento,viola ‘progressività fisco in Carta
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 2 SET – L’aumento dell’Iva viola il principio della progressività dell’imposizione fiscale sancito dalla Costituzione. A sottolinearlo il Codacons dopo che il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta aveva sottolineato che l’aumento non si può evitare per sempre anche perché è l’Ue a chiedere di spostare dalle persone alle cose l’imposizione fiscale. ”A Baretta – dice l’associazione dei consumatori – evidentemente sfugge che è la Costituzione italiana che gli chiede di non aumentare l’Iva ed in particolare l’art. 53 della Costituzione, il più violato in questi ultimi 20 anni, secondo il quale il sistema tributario dovrebbe essere ‘informato a criteri di progressività’ e non basato su imposte proporzionali, e quindi per loro natura inique, come l’Iva”. ”L’Italia – ricorda il Codacons – ha un indice sulla progressività del sistema tributario inferiore non solo a Svezia e Finlandia, ma addirittura a Stati Uniti, Svizzera, Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Austria ecc ecc” e ”in questi ultimi 20 anni si è ridotta l’Irpef, l’unica imposta realmente progressiva, attenuando la sua progressività (a puro titolo di esempio dal 1992 al 1997 l’aliquota massima era al 51%, poi è scesa al 45,5, poi 45% e dal 2005 è al 43%, aliquota che negli anni ’80 era addirittura al 65%) e si sono aumentate tutte le imposte proporzionali che colpiscono il cittadino indipendentemente dal suo reddito e dalla sua capacità di spesa: Iva, acqua, imposte locali, rifiuti, trasporti, canone Rai, pedaggi autostradali, accise sui carburanti, multe, imposte di bollo ecc ecc. E’ per questo che il ceto medio è ora sul lastrico ed i consumi sono crollati”. ”Ecco perché – conclude la nota – ora il Governo Letta invece di vagheggiare su presunte imposizioni Ue farebbe bene a non aumentare l’Iva, mai, e a spostare la tassazione da chi ha finito i soldi a chi evade o campa di rendite”.
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