Fondazione Mps, più candidati perla presidenza
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fonte:
- Il Mattino
Terza seduta in 15 giorni per la nuova deputazione generale della Fondazione Mps chiamata a nominare il presidente, la deputazione amministratrice e il collegio dei sindaci revisori. Oggi nuova riunione, dopo due fumate nere, il cui esito è tutt’ altro che scontato. Intanto, si è appreso che l’ esposto che la Consob ha trasmesso venerdì alla Procura di Siena sulle vicende Antonveneta e Nomura non riguarda gli attuali vertici di banca Mps. Fonti vicine alla Commissione rilevano che si stanno valutando eventuali turbative al mercato generate dalle accuse del Codacons che ha sollevato la questione. La banca aveva già precisato venerdì come il nuovo management fosse «estraneo ai procedimenti», annunciando azioni legali contro l’ associazione dei consumatori. Ma l’ attesa a Siena è tutta concentrata a Palazzo Sansedoni per sapere se l’ ente che detiene ad oggi il 33,4% delle azioni Mps avrà un successore al presidente uscente Gabriello Mancini il quale, al termine dell’ ultima riunione della deputazione generale il 20 agosto, parlò di «accordo possibile» spiegando che il nuovo gruppo di deputati stava lavorando «per arrivare ad una soluzione nei tempi più rapidi possibili». E proprio per trovare un accordo si starebbero svolgendo riunioni febbrili tra i rappresentanti delle diverse correnti del Pd e tra gli enti nominanti. Il confronto esterno potrebbe andare avanti fino a tarda notte. Sul tavolo delle trattative per il nuovo presidente ci sarebbe un «poker» di nomi, tutti esponenti dei settori giuridico ed economico e non legati strettamente a Siena anche se uno dei requisiti richiesti è proprio la residenza nella provincia senese. Tra i quattro nomi resta forte la candidatura di Francesco Maria Pizzetti, ex presidente dell’ Authority della Privacy, che nei giorni scorsi ha anche provveduto a prendere la residenza nel comune senese di Sovicille. Tra i sostenitori della prima ora di Pizzetti il sindaco di Siena Bruno Valentini che, in un’ intervista a Il Sole 24 Ore, ha detto che Pizzetti «ha la capacità di relazione che ora serve a Siena, ma sia chiaro: non è una mia marionetta», aggiungendo poi «se i nuovi vertici dovessero semplicemente vendere titoli sul mercato, potrebbe essere dato l’ incarico al primo salumiere». Il nome di Pizzetti non troverebbe però il favore della corrente del Pd facente capo all’ ex sindaco di Siena Franco Ceccuzzi e al presidente della Provincia Simone Bezzini. Dunque un accordo sembrerebbe ancora lontano. Intanto i tempi stringono: entro il 30 settembre la deputazione generale è chiamata a redigere un piano di indirizzo pluriennale e, entro il 31 ottobre, la deputazione amministratrice il piano annuale. re.eco. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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