27 Agosto 2013

«Sui Monti bond solo scambi informali con l’ Unione europea»

«Sui Monti bond solo scambi informali con l’ Unione europea»

Eleonora Micheli SIENA. Il Ministero dell’ Economia e delle Finanze «pone grande attenzione» su Banca Mps, «e segue le vicende con preoccupazione». L’ indicazione è stata data dal viceministro dell’ Economia, Stefano Fassina, ai senesi riuniti alla festa cittadina del Pd. Del resto, ha spiegato Fassina, quella di Mps «è una vicenda di carattere nazionale, relativa a una delle più importanti banche nazionali, alla quale lo Stato ha fornito un prestito particolare da 4 miliardi, che potrebbe trasformarsi in azioni». Un prestito che è finito sotto i riflettori della Commissione europea, chiamata a dare disco verde al piano di ristrutturazione di Banca Mps affinché l’ istituto senese possa ricevere i così detti Monti bond, per l’ importo di 4 miliardi. A fine luglio, però, il Financial Times ha rivelato che il commissario europeo, Joaquin Almunia, lo scorso 16 luglio avrebbe preso carta e penna e inviato missive in Italia, chiedendo a Rocca Salimbeni interventi più severi sul fronte del taglio dei costi, sulla sospensione, qualora possibile, delle cedole sui titoli subordinati e in aggiunta anche limiti alla remunerazione dei manager. Ma non è tutto. Secondo indiscrezioni, le richieste dovrebbero riguardare anche il ridimensionamento del trading proprietario e l’ azzeramento dell’ esposizione ai bond governativi. Quest’ ultima indicazione, senza dubbio, ha messo in agitazione non solamente i vertici di Banca Mps, una delle più esposte verso i titoli di stato (ha in pancia oltre 20 miliardi di bond governativi), ma anche gli esponenti politici. Il viceministro all’ economia, dal palco della festa senese del Pd, ha chiarito che al momento «non c’ è un negoziato con l’ Unione europea, ma soltanto scambi informali. il Ministro Saccomanni – ha aggiunto – sta seguendo da vicino la vicenda». Fassina ha anche gettato acqua sul fuoco indicando che alcune parti del piano, in verità, devono essere solamente dettagliate meglio alle autorità europee. «La banca e il Ministero dell’ Economia fanno la propria parte per rendere chiari alcuni elementi del piano – ha spiegato – con i chiarimenti e alcune modifiche auspichiamo arrivi l’ ok definitivo all’ operazione e che tutto sia compiuto in tempi rapidi». Il viceministro non si è tuttavia sbilanciato su una tempistica più esatta, ribadendo che dovrebbe compiersi tutto a stretto giro. Sollecitato dai senesi, intimoriti per il riassetto azionario che si profila all’ orizzonte di Banca Mps con l’ aumento di capitale da un miliardo in canna per l’ anno venturo (operazione che la Fondazione Mps si troverà impossibilitata a sottoscrivere vista la delicata situazione finanziaria), Fassina ha dichiarato che «il Ministero dell’ Economia si muove con le leggi e ha il compito di vigilare, ma non è chiamato a scegliere gli azionisti della banca, almeno fino a quando lo stato non sarà tra gli azionisti: ma spero – ha incalzato – non lo diventi mai e che piuttosto il piano industriale vada avanti producendo i risultati attesi». Intanto ieri in Borsa le azioni di Banca Mps sono andate giù del 3,37% e risentendo ancora delle accuse annunciate venerdì scorso dall’ associazione dei consumatori Codacons e dalle indiscrezioni sui nuovi rilievi di Consob sul fatto che gli attuali vertici di Rocca Salimbeni, in particolare il presidente Alessandro Profumo e l’ ad Fabrizio Viola, avrebbero rilasciato informazioni non veritiere e fortemente omissive in merito alle richieste dell’ Authority. Consob non ha tuttavia commentato, mentre nei giorni scorsi Mps aveva targato i rilievi di Codacons come “destituiti di ogni fondamento”, ribadendo che «i procedimenti amministrativi di cui è parte la banca non riguardano in alcun modo il nuovo management». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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