28 Agosto 2013

le reazioni

le reazioni

«Certamente il decreto che il governo ha varato è un primo passo verso una soluzione alla vicenda annosa dei precari nella p.a. Non parliamo di stabilizzazione, però, perché coloro che hanno già tre anni di precariato nella p.a. dovranno svolgere un concorso: tutto, dunque, è subordinato alle disponibilità di bilancio delle amministrazioni e ai vincoli derivanti dal blocco del turnover» (Antonio Foccillo, segretario confederale Uil) «Il decreto legge è un atto non risolutivo, un piccolo passo in avanti. Il governo Letta e il ministro Gianpiero D’ Alia dovranno dimostrare con i fatti la veridicità degli impegni presi. Senza risorse, con gli attuali vincoli di bilancio e il blocco del turnover intatti, i risultati rischiano di essere molto deludenti» (Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili – segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa) «Scegliere i migliori tra coloro che hanno avuto un contratto a tempo determinato per tre anni negli ultimi cinque, vuol dire dimenticare e ignorare i precari storici della scuola che, nonostante le numerose sentenze da parte dei Tar, non hanno avuto riconosciuto il diritto al ruolo» (Codacons) «Non mi sembra molto serio assumere 120 persone per non perdere soldi dei fondi europei quando ci sono agenzie già esistenti con 300-400 persone, già pagate, che potrebbe far già questo» (Renato Brunetta, capogruppo Pdl alla Camera, sulle assunzioni all’ Agenzia per la coesione territoriale)
 
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