28 Agosto 2013

Dai buoni per l’ usato ai “tutor” così le scuole aiutano le famiglie

Dai buoni per l’ usato ai “tutor” così le scuole aiutano le famiglie

MANCANO ormai pochi giorni al suono della prima campanella e al ritorno in classe di professori e studenti. E con l’ arrivo di settembre anche la scuola presenta il conto: libri di testo, contributi scolastici da versare. E poi zaini, diari, astucci, vocabo-lari, album da disegno e tutto l’ occorrente per affrontare un nuovo anno sui banchi. Una spesa, quella che devono affrontare le famiglie milanesi, che secondo Adiconsum è la più salata d’ Italia, con il corredo scolastico che costa in media 90 euro, aumentata rispetto all’ anno scorso del 3,5 per cento secondo le stime del Codacons, che parla anche di rincari del 5 per cento sui libri. Una voce che in questo momento si fa sentire sui bilanci già provati di casa, soprattutto per chi ha i figli alle superiori. Così, le scuole provano a organizzarsi per dare una mano alle famiglie in tempo di crisi. Ai tecnici Giorgi e Feltrinelli, per esempio, è partito una sorta di circolo virtuoso ufficiale dell’ usato: in entrambi gli istituti è stata stipulata una convenzione con il Libraccio, una delle mecche consacrate per i libri di seconda mano. Gli studenti possono comprare qui i testi con agevolazioni particolari mentre alle scuole, a seconda della spesa complessiva fatta, viene riconosciuto un maxi buono, che gli istituti riutilizzano per fornire i testi agli studenti che hanno più difficoltà. «È un modo per dare un piccolo aiuto – racconta la preside, Annamaria Indinimeo, alla guida di tutti e due gli istituti – li possono tenere fino alla fine del percorso in comodato gratuito, poi tornano alle scuole per i ragazzi che verranno». Al classico Beccaria, invece, le poche risorse rimaste nei fondi d’ istituto sonostate destinate proprio a chi ora ha problemi a coprire le spese, dai testi fino alle gite scolastiche. «In un anno le famiglie che ne hanno fatto richiesta sono raddoppiate – spiega il preside, Roberto Proietto – e nella nostra scuola storicamente non ci sono mai state difficoltà come queste. Agli insegnanti ho poi chiesto di non cambiare i libri, anche quelli in scadenza, in modo tale da favorire il giro dell’ usato». Per abbattere il costo dei manuali era fra l’ altro partita l’ anno scorso Generazione Web, il progetto del Pirellone che ha finanziato l’ acquisto dei tablet in alcune classi di una cinquantina di scuole milanesi. Un’ operazione che, grazie al passaggio alla versione elettronica dei testi, avrebbe dovuto garantire risparmi anche del 30 per cento. Ma la rivoluzione, per il momento, non c’ è stata: le scuole che sono riuscite a partire con il progetto sono pochissime, in alcuni istituti, come al classico Manzoni, i tablet sono statidestinati per ora solo ai docenti per le lezioni. E in ogni caso, sono ancora poche le classi coinvolte per parlare di un aiuto significativo in termini economici. Sul fronte dei contributi volontari, invece (la tassa, in media fra i 100 e i 130 euro, chiesta agli iscritti per far sì che le scuole possano funzionare, visti i rubinetti statali praticamente chiusi), quasi tutte si sforzano di mantenere invariata la quota chiesta a casa. E questo nonostante le casse delle scuole piangano e da tempo non ci siano ormai più soldi nemmeno per i corsi di recupero. Da qui, l’ operazione del Berchet: oltre 200 studenti “tutor” che durante l’ anno seguiranno personalmente uno dei colleghi più piccoli nelle materie in cui fa più fatica, con in testa latino, greco e matematica. Un modo per rendere più leggero il conto delle lezioni private, soprattutto per chi frequenta i primi anni di superiori.© RIPRODUZIONE RISERVATA.
tiziana de giorgio
Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this