26 Agosto 2013

Libri scolastici fino a 400 euro Famiglie in crisi e boom dell’ usato

Libri scolastici fino a 400 euro Famiglie in crisi e boom dell’ usato

Sebbene le temperature roventi di questi giorni invoglino ancora ai bagni al mare, per genitori e studenti, è tempo di “fare i conti” con l’ inizio della scuola. Complice la crisi, un aumento dei prezzi si è registrato anche sui testi scolastici con l’ aggiunta di titoli diversi anche se dal contenuto sostanzialmente uguale. Un carrello pieno che orientativamente supera quasi i 300 euro. Numeri che, di questi tempi, pesano parecchio. Molte famiglie combattono il caro -libri con l’ usato: lunghe code, quindi, nei “mercatini” per acquistare i libri di seconda mano, o per ottenere una percentuale ricavata dalla vendita dei propri che non servono più, ma anche per semplici baratti. Destra o sinistra non conta, l’ importante è risparmiare. «Faccio l’ operaio e sono l’ unico che porta i soldi a casa – afferma Francesco Maisano – e con i figli abbiamo raggiunto un’ intesa: risparmiamo sui libri per poter concedere loro la pizza al sabato». «Il mercatino dell’ usato è indispensabile – aggiunge Giuseppe Formica, studente di un Istituto tecnico-. Nonostante quest’ anno le case editrici non abbiano aumentato i prezzi, una lista completa costa intorno ai 300 euro per le Medie inferiori e può arrivare a circa 400 euro per le Superiori specie dei primi anni senza considerare i vocabolari e tutti gli accessori». Ma non è semplice reperirei libri. «I più facili da trovare sono quelli di matematica, materie tecniche e letteratura e vocabolari di greco e latino – dice Valentina Russo -. Più rari quelli delle lingue straniere, le antologie e i libri di storia dell’ arte perle Superiori, perché anche chi ha terminato gli studi tende a conservarli». Per chivuole vendere libri usati le regole sono chiare. Al mercatino i ritiri sono fatti in conto vendita e solo i volumi venduti, a mercato concluso, saranno pagati il quaranta per cento del prezzo di copertina. «Il lavoro di selezione è molto complesso – evidenzia Giusy Lo Presti – occorrono controlli accurati sui testi, non solo sullo stato di conservazione. Ma bisogna capire quali sono le variazioni delle nuove edizioni e valutare se le differenze sono solo formali o sostanziali. Solo in questo modo si può garantire a chi compra che il volume usato negli anni passati non creerà problemi agli studenti». E poi i social network: «Su Facebook ho venduto i miei libri- afferma Federica, allieva dello Scientifico – e ora acquisto quelli per il nuovo anno. Li compro in libreria e poi il prossimo anno li vendo usati». Ormai anche i librai si sono convertiti alla filosofia dell’ usato. Cambiano comunque i ricavi. Chi riesce a vendere i propri testi grazie a una libreria, riavrà indietro solo il 30% del valore del libro, il restante 20% rimarrà al commerciante. In tutti i casi l’ usato continua ad essere la “prima scelta” delle famiglie, come confermano anche i librai. «Il mese scorso una mamma ha acquistato due soli libri della lista del fi glio -ricorda Paolo Filoramo – recandosi poi in uno dei mercatini dell’ usato dove ha reperito gli altri, riportandomeli per avere la conferma che fossero quelli giusti. Ricordo sempre quel particolare e aggiungo che ho compreso il gesto in buona fede di quella donna, del resto capisco le difficoltà». Tanti genitori, invece, sottolineano di dover comprare libri che spesso non vengono neppure utilizzati. «Ho rivenduto al mercatino un libro che mio figlio aveva lo scorso anno, ma mi ha detto di non averlo mai portato a scuola», sostiene una mamma. «Ho ricavato il50 percento. Impiegherò questi soldi per comprare i testi di quest’ anno». In libreria una parola impronunciabile è quella dello sconto. «I margini sono talmente limitati – sostiene Filoramo – che non possiamo neppure operare la rateizzazione». Dicevamo degli aumenti, già ufficializzati dal Codacons che ha valutato un surplus del corredo attorno al 3,5%, mentre per l’ acquisto dei libri il costo sale del 5. «Anche se l’ aumento si riferisce non al prezzo di copertina del singolo libro ma alla spesa di una famiglia che comprende i libri obbligatori, quelli consigliati (che dovrebbero essere senza vincolo di acquisto, ma che poi facoltativi non lo sono affatto) e i vocabolari, si tratta di una variazione superiore a 3 volte quella prevista dal ministero». Ma il vero problema “è il rischio stangata dal 1° settembre, dato che hanno pensato bene, con la legge n. 221, di eliminare l’ unica cosa positiva di questi ultimi anni: l’ articolo 5 del decreto 137/2008 che obbligava le scuole ad adottare solo libri per i quali gli editori si erano impegnati a mantenere invariato il contenuto per un quinquennio».i.
giovanni petrungaro

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