23 Agosto 2013

Prestiti crollati, al Sud avanza il rischio -usura

Prestiti crollati, al Sud avanza il rischio -usura

Cinzia Peluso Il virus del credit crunch fa soffrire di più il Mezzogiorno. E rafforza il male preesistente dell’ usura. Un’ ipoteca pesantissima sull’ attesa ripresa. Manca la liquidità, carburante per far ripartire le imprese. L’ ennesima denuncia è firmata dalla Cgia di Mestre, che si basa su dati Bankitalia. Maglia nera alla Campania, che nel 2012 ha subito un ulteriore aumento dei prestiti usurari. E, a rafforzare l’ allarme, è la Coldiretti. Nel primo trimestre dell’ anno si è quasi dimezzato (-45%) il credito erogato alle aziende agricole del Sud. «A fronte di una contrazione del credito alle famiglie consumatrici che si è fatta sentire soprattutto nel Mezzogiorno, c’ è il pericolo che il rischio usura, già presente in questi territori in misura maggiore rispetto altrove, assuma dimensioni allarmanti», sottolinea il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi. E Franco Tavella, segretario generale della Cgil Campania, coglie l’ occasione per sollecitare un fondo di garanzia, che dovrebbe essere promosso dalla Regione «per sottrarre cittadini e imprese dal perverso circuito dell’ usura criminale». I consumatori del Codacons invece sollecitano un intervento del governo per «eliminare le commissioni di istruttoria veloce delle banche e bloccare compensi d’ oro e super bonus dei banchieri». Le cifre parlano chiaro. Anzitutto il dato generale che segnala che dei 5 miliardi di euro in meno che in questo ultimo anno sono stati concessi alle famiglie italiane, quasi 3 (il 59% del totale) sono stati tagliati alle famiglie meridionali. La riduzione ha interessato soprattutto la Calabria (-4,3% pari a una variazione di 374 milioni di euro), la Basilicata (-4,2% che corrisponde a meno 102 milioni), la Sicilia e il Molise (entrambe con -2,7% e una contrazione rispettivamente di 789 e di 40 milioni di euro) e la Campania (-2,6 per cento con un monte impieghi che è diminuito di 794 milioni di euro). Si consolida quindi l’ usura. L’ indice del rischio che l’ associazione degli artigiani di Mestre elabora da più di 15 anni segnala che nel 2012 la Campania, la Basilicata, il Molise, la Calabria, la Puglia e la Sicilia sono state le più colpite. La regione più virtuosa, invece, è il Trentino Alto Adige. Qui l’ indice-rischio è appena 49,2 (50,8% in meno della media nazionale). Ben lontano, dal livello di 169,2 della Campania, che supera del 69,2% la media dell’ intero Stivale. A seguire Basilicata, che si attesta al 159,2, il Molise che si ferma a 153,1, Calabria a quota 150,4 e Puglia, dove il livello raggiunge quota 139. Tra le Regioni meno esposte, dopo il Trentino ci sono la Valle d’ Aosta, con il 57,6 e il Friuli Venezia Giulia con il 69,7. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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