22 Agosto 2013

Le firme raccolte e consegnate in pochi mesi, 36.

Le firme raccolte e consegnate in pochi mesi, 36.

Le firme raccolte e consegnate in pochi mesi, 36.500, per l’ esattezza, non sono bastate a modificare le decisioni e gli impegni della Regione Veneto sul futuro del Policlinico San Marco e di Villa Salus. E soprattutto non sono servite ad avere una risposta sul perché si è agito in questa direzione. Ma le sette associazioni di volontariato che hanno promosso la raccolta firme a sostegno delle due cliniche, (Anffas, Avulss, Humanitas, Lilt, Codacons, San Vincenzo, Amici del Cuore), non si arrendono. E continuano la loro azione, alzano ancora la voce e lo faranno con una assemblea pubblica programmata per lunedì 9 settembre alle 17.30 nella sede municipale di Mestre in via Palazzo. «C’ è stata una riduzione del budget del 28% per il biennio 2012-2013 solo su Policlinico e Villa Salus – spiega Franco Conte per conto di Codancons – il doppio della media dei tagli regionali rispetto al settore. La scelta regionale sulle schede sanitarie confermano di fatto la condanna soprattutto del Policlinico San Marco che da 60 anni era il nosocomio del cuore di Mestre. Noi, quindi, abbiamo deciso di organizzare questo appuntamento del 9 settembre per chiedere agli onorevoli veneziani, ai rappresentanti di Regione, Comune e Provincia, alla direzione dell’ Ulss12 e alle direzioni sanitarie delle due case di cura perché si è arrivati a questo. Domande che dovranno avere risposte per i cittadini, non solo per chi dentro il Policlinico e villa Salus ci lavora o ci lavorava». Conte ritiene che le scelte operate nei tagli siano figlie di logiche elettorali e politiche. «È mancata una rappresentanza forte politica in regione del territorio mestrino che combattesse per la difesa delle due case di cura della città. Non vogliamo essere scambiati per i comitati che non vogliono le discariche in città, noi organizziamo questa assemblea pubblica perché la riduzione del budget e le nuove schede ospedaliere tolgono ai mestrini e non solo la possibilità di usufruire di assistenza medica di eccellenza, riconosciuta. Il nostro è un interesse civico e non di parte». Per quanto riguarda la situazione di Villa Salus le associazioni di volontariato testimoniano che ornai il reparto di neonatologia sta lavorando a regime ridotto con ostetriche senza lavoro perché ormai le scelte delle future mamme vanno altrove e non necessariamente all’ ospedale dell’ Angelo. «Anzi, nel grande nosocomio mestrino il lavoro è al collasso per ginecologi e ostetriche perché non erano attrezzate per sopportare tutti i parti che vengono dirottati da Villa Salus. Non capiamo perché non potenziare quel reparto, magari creando due aree: quella per i parti naturali senza complicazioni e quella per i casi più complicati, spostando tutto il personale di via Terraglio nella struttura ospedaliera centrale. C’ è gente qualificata e capace e che potrebbe dare un supporto importante». Dai prossimi giorni dei gazebo che promuoveranno la manifestazione del 9 settembre saranno a disposizione per informare i cittadini in piazza Ferretto. © riproduzione riservata.
 

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