15 Agosto 2013

Distributori con acqua nella benzina Controlli della finanza anche a Como

Distributori con acqua nella benzina Controlli della finanza anche a Como

quindici gli impianti analizzati dalle fiamme gialle, 71 in tutta la lombardia fertonani (faib): «nessuna irregolarità riscontrata, ben vengano le verifiche»
Una quindicina di distributori di benzina della provincia di Como sono stati controllati dalla Guardia di finanza nelle scorse settimane e, sul Lario non sono state riscontrate irregolarità. Questo a differenza di 8 impianti su 71 in Lombardia, per i quali sono scattate sanzioni amministrative. In tutta Italia, invece, è risultato irregolare il 14% dei distributori, dove sono emersi anche casi di carburante modificato con vernici e biodiesel mescolati. Va detto però che nel Comasco, dove è in vigore la carta sconto benzina, i controlli sono più serrati e costanti rispetto ad altre zone della Lombardia e d’ Italia.«Tutto nella norma»«I controlli – conferma Flavio Fertonani, numero uno regionale della Faip Confesercenti – sono stati fatti, come spesso avviene nella nostra provincia dove vengono verificate, come è giusto che sia, la qualità del prodotto e le apparecchiature. Sono controlli legittimi e ben vengano. Non risultano né lamentele né irregolarità. I controlli, voglio precisare, si sono sempre fatti anche se nell’ ultimo mese sono stati intensificati, soprattutto nelle zone dove la richiesta di carburante è maggiore». Ma come fa un automobilista a capire se il prodotto è stato alterato? Fertonani spiega che «l’ acqua nella benzina in realtà non è una truffa, ma si sono verificati casi di cisterne allagate» e chiarisce che «quando si parla di frode significa aggiungere altre sostanze al carburante». Dice anche che «quando gli impianti sono di marchi conosciuti e hanno prezzi non fuori dalla logica, è molto difficile mettere in atto truffe perché è prevista anche la responsabilità diretta della compagnia che, proprio per questo, fa anche controlli in autonomia proprio sugli impianti». In ogni caso «un automobilista si può accorgere se nota subito un malfunzionamento dell’ auto, che potrebbe essere dovuto a problemi nel carburante, oppure se nota discrasie con i totalizzatori dei serbatoi, visto che la capienza è omologata». Tra le frodi riscontrate a livello nazionale ci sono soprattutto quelle legate alle colonnine truccate così da erogare meno carburante di quanto richiesto. A Palermo, ad esempio, sono stati riscontrati in due impianti sigilli di taratura manomessi e alterazione dei misuratori.«Due richieste di danni»«Abbiamo avuto nei mesi scorsi due segnalazioni per acqua nel serbatoio – spiega Mauro Antonelli, referente del Codacons – ma non si è trattato di una truffa sul gasolio, bensì di infiltrazioni nelle cisterne. Abbiamo presentato richiesta di risarcimento danni alla compagnia petrolifera, ma non ravvisandosi la truffa non abbiamo ovviamente sporto denuncia e segnalato gli episodi all’ autorità giudiziaria». Antonelli spiega che anche nei casi di infiltrazioni d’ acqua nelle cisterne e, conseguentemente, nel serbatoio, i danni sono «consistenti». «Si parte – aggiunge – dai mille euro in su». Il referente del Codacons auspica che «vengano fatti più controlli metrici in modo continuativo, anche se recentemente sono stati aumentati i limiti di tolleranza. A un aumento dei controlli inevitabilmente corrisponde una maggior difficoltà per i gestori disonesti di modificare gli impianti». n G. Ron.
 

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