20 Agosto 2013

Scuola, incontro Ministero-sindacati per immissione in ruolo di 11.200 insegnanti

Scuola, incontro Ministero-sindacati per immissione in ruolo di 11.200 insegnanti

Roma, 20 ago. (Adnkronos/Ign) – Si è svolto oggi presso il Ministero dell’ Istruzione, Università e Ricerca l’ incontro con le organizzazioni sindacali per l’ informativa sull’ immissione in ruolo di 11.200 docenti per l’ anno scolastico 2013-2014. Il Capo del Dipartimento istruzione Luciano Chiappetta ha esposto i criteri di ripartizione territoriale sulle immissioni in ruolo e concordato le modalità operative. “Nei prossimi giorni saranno gli uffici territoriali competenti a completare le operazioni amministrative di immissione. Il tutto – si legge nella nota – avverrà in maniera da garantire l’ ordinato avvio delle lezioni in tutte le scuole d’ Italia”. ” La situazione è sotto controllo ” ha detto in mattinata il ministro dell’ Istruzione Maria Chiara Carrozza intervenendo a Radiouno Rai. ”Il mio tentativo – ha spiegato – è quello di fare un miglior dimensionamento dell’ organico , che poi serve realmente alla scuola”. ”Il problema vero è di quanti insegnanti abbiamo bisogno, come li distribuiamo sul territorio nazionale – ha continuato – Ci sono regioni che hanno avuto un incremento demografico: faccio un esempio in Emilia Romagna, che ha avuto un aumento della popolazione giovanile dovuto all’ immigrazione, ci sono regioni che invece hanno avuto un decremento. Bisogna riuscire ad avere un sistema più equo e anche più basato sui dati per distribuire gli insegnanti. Dovremmo arrivare a regime a una riforma complessiva di questo sistema”. Rispondendo a una domanda sulla class action promossa dal Codacons sul tema delle immissioni in ruolo, Carrozza ha sottolineato: ”Il punto fondamentale è semplificare le regole e renderle meno attaccabili , fare procedimenti più equi e meno attaccabili da un punto di vista della legge. Il secondo è che bisogna anche accettare gli esiti dei concorsi , imparare questo. Bisogna fare un salto di qualità”. ”Purtroppo – ha precisato il ministro – noi siamo abituati al ministero dell’ Istruzione a ogni provvedimento ad avere sempre dei ricorsi e questa è la cosa che vorrei cambiare di più. Parlando proprio di rapporto tra politica e pubblica amministrazione e cittadini c’ è qualcosa che non va, che si interrompe”. ”Qualunque provvedimento è soggetto a ricorso, ci sono poi gli allungamenti dei tempi e poi hai l’ accusa che non hai rispettato i tempi perché magari ci sono stati i ricorsi, gli annullamenti e le sospensive”, ha aggiunto. Riguardo all’ Università, il ministro ha detto: ”Questa è una questione proprio politica di indirizzo. Io sono convinta che in Italia bisogna scardinare un sistema piramidale per cui i giovani sono per troppo tempo schiacciati sotto i loro professori, sotto un sistema che non li premia, non li valorizza”.

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