Scuola, nomine in ritardo nelle Marche le lezioni rischiano di iniziare nel caos
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fonte:
- Il Messaggero
ANCONA – Tre settimane all’ inizio della scuola e le lezioni nelle Marche rischiano di partire senza insegnanti. A lanciare l’ allarme sono i sindacati, preoccupati del ritardo del Ministero nell’ indicare le immissioni a ruolo dei professori, numero arrivato solo ieri sera. “Lo scorso anno – tuona Manuela Carloni, segretario regionale della Cgil Scuola – pur partendo prima siamo arrivati fino ad ottobre con le nomine. Come si farà quest’ anno a nominare tutti i docenti pronti in cattedra per il 12 settembre?”. Sulla vicenda è intervenuto anche il Codacons. “Quello che sta avvenendo nella scuola – scrive l’ associazione – è un vero e proprio caos. Inizieranno le lezioni e all’ appello mancheranno numerosi insegnanti. Il malcontento dilaga tra i precari della scuola e sono già migliaia i ricorsi arrivati dai docenti delle Marche esclusi dalle graduatorie di insegnamento”. Ieri mattina il ministro dell’ istruzione Maria Chiara Carrozza ha precisato che in giornata sarebbero state comunicate le assunzioni di oltre 11mila docenti in tutta Italia e che la situazione era sotto controllo. Ma non è così per i sindacati. “Hanno sbloccato quelle dei docenti – dice Anna Bartolini, segretario regionale Cisl Scuola – ma non quelle del personale Ata. Siamo comunque in ritardo. La colpa non è tanto del Miur ma del ministero dell’ Economia e Finanze che doveva dare il via libera alla copertura economica dei docenti da nominare”. Tutte le scuole, dall’ asilo alle superiori, rischiano di non avere gli insegnanti. Gli studenti potrebbero subire una riduzione di orario scolastico già dai primi giorni per la mancanza dei docenti che verrebbe coperta nelle due settimane successive al suono della prima campanella. “Tutti gli anni è così – sottolinea Carloni – perché molti posti potrebbero avere docenti a tempo indeterminato invece sono dati per organico di fatto, a personale che resta in carica solo fino al 30 giugno. Così il Governo se vuole può sempre tagliare. I posti a tempo indeterminato inoltre nel bilancio dello Stato sono tra le spese fisse. Quelli a ruolo sono tra le spese correnti. E’ anche una questione di bilancio per loro. Così però non si vuole investire nella scuola pubblica”.
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