Niente cattedra, class action dei giovani “prof”
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fonte:
- Gazzetta di Reggio
REGGIO Sono molti anche nella nostra provincia gli insegnanti esclusi dalle graduatorie provinciali, che guardano alla magistratura come all’ ultima spiaggia per far valere il proprio diritto ad occupare una cattedra. Si tratta di giovani laureati che hanno seguito con successo i corsi abilitanti del Tfa (tirocinio formativo attivo), ma che si vedono superati da colleghi meno meritevoli, ma più anziani, inseriti nelle graduatorie solo in virtù delle supplenze svolte nei tre anni scorsi. In loro favore il Codacons organizza una class action contro il ministero dell’ Istruzione, alla quale in Emilia Romagna hanno già aderito migliaia di insegnanti precari. Spetterà al Tar del Lazio, al quale sono indirizzati i ricorsi, dirimere la controversia. Intanto, a meno d’ un mese dall’ inizio delle lezioni, l’ Ufficio scolastico provinciale non ha ancora comunicato neppure quanti siano i posti da assegnare. «Lo farà domani pomeriggio- riferisce Roberto Bussetti, segretario provinciale del sindacato Flc-Cgil -. Si teme che vi siano ritardi nelle nomine. La situazione, infatti, è molto confusa. Anzichè continuare con il meccanismo dei concorsi ordinari e riservati, il ministero ha introdotto strani meccanismi di reclutamento, che aprono la strada a una marea di contenziosi. Gli insegnanti abilitati con i Tfa sono scavalcati da chi, avendo alle spalle tre anni di supplenze, può iscriversi ai Tfa speciali con buone speranze di essere nominato«. Il Codacons sostiene che gli abilitati con i Tfa hanno diritto ad essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento alla pari di chi ha frequentato le Ssiss (scuole di specializzazione per l’ insegnamento nella scuola). A suo parere è da affermare il «diritto alle pari opportunità nell’ accesso al pubblico impiego senza la previsione di alcun canale preferenziale che sia limitato da criteri ingiusti e illegittimi». In sostanza si dà il via a una guerra di carte bollate fra gli insegnanti precari. «Probabilmente – prevede Bussetti – l’ esito dei ricorsi costringerà il ministero a rivedere le modalità del reclutamento. Ormai le assunzioni vengono decise dalla magistratura». (l.s.)
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