«Morte forse annunciata»
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fonte:
- La Sicilia.it
NICOSIA. E’ da giorni che su telegiornali e organi di stampa nazionali e regionali si parla di quanto accaduto alla partoriente Antonina Seminara di Gangi. La donna, dopo un parto cesareo nell’ ospedale Basilotta di Nicosa, ha dovuto attendere ore prima che un elicottero la trasportasse nel lontanissimo reparto di rianimazione di Sciacca, dove è giunta morta. «Bisognava aspettare un’ altra vittima per scoprire il dissennato modo di affrontare il problema della Sanità in Sicilia? ». Lo afferma l’ avv. Nino Montaperto, presidente del Codacons (Comitato per la difesa e la tutela dei diritti di utenti e consumatori) sezione di Nicosia, il quale, indignato della vicenda occorsa alla signora Seminara, spara a zero sottolineando «che quanto accaduto forse era «In realtà, mi consta, e di tempo n’ è passato, che seimila cittadini hanno sottoscritto nel lontano 2008 una petizione per riavere presso l’ ospedale nicosianodice il dirigente dell’ associazione – il reparto di rianimazione e di terapia intensiva (Utc), nonché il completamento dell’ eliporto onde consentire l’ atterraggio notturno dell’ elisoccorso. Ricordo che il “Comitato spontaneo” che io presiedevo inondò di richieste i tavoli dei parlamentari, dei politici, di burocrati ospedalieri, prefetti e questori e presidenti provinciali e regionali, trasmettendo copia della nostra petizione e delle firme raccolte. Passi in avanti per l’ eliporto li fece il Comune. Nel febbraio del 2009, l’ allora manager o commissario della sanità provinciale ci assicurò ulteriori sviluppi, tranquillizzando i rappresentanti del Codacons che nel giro di 6 mesi avrebbe risolto anche il problema del personale sanitario da distaccare a Nicosia, essendo già state acquistate le attrezzature utili ed indispensabili per le emergenze. Poi lui andò via e le varie promesse si arenarono in un susseguirsi di: “Sì vedremo”. E così oggi abbiamo visto e toccato con mano la triste storia toccata alla partoriente, Antonina Seminara». «I cittadini nicosiani e la popolazione dei dintorni -continua Montaperto – vivono ormai da tanti anni in uno stato di completo abbandono. Siamo dimenticati da tutti gli organismi nazionali, regionali, provinciali e locali. Basta pensare ai problemi secolari irrisolti su una viabilità da terzo quarto mondo, alla situazione divenuta sempre più critica a riguardo dei servizi sanitari dell’ ospedale Basilotta ridotti all’ osso. Di recente abbiamo assistito alla soppressione del Tribunale, alla chiusura del carcere. Nicosia e le realtà intorno continuano a essere tagliati fuori dal mondo. Prendiamo atto che l’ unica voce levatasi vicina e sensibile alle nostre sventure è stata quella del vescovo, Salvatore Muratore, cui va il nostro ringraziamento». «Oggi una volta per tutte, dopo il caso incalzante e grave di mala sanità o meglio di mala burocrazia venuto alla luce, volgiamo dire basta – grida Nino Montaperto – all’ inumano trattamento subìto e sopportato da tutto il territorio dove vivono più di 50 mila anime. Noi del Codacons siamo decisi a far sentire le nostre azioni di protesta rivolte principalmente alle autorità preposte».
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