11 Agosto 2013

LA CITTÀ E UNA DONNA IN COMA

LA CITTÀ E UNA DONNA IN COMA

Ese fosse capitato a nostra madre? Mercoledì scorso, in una strada secondaria di via Vagliasindi, l’ ennesimo scippo si è trasformato in tragedia. Oggi una signora di 78 anni lotta tra la vita e la morte per l’ efferato scippo di un balordo, uno dei tanti che scorrazzano in città alla ricerca di vittime soprattutto anziane. La poveretta è caduta per terra mentre il giovane le scippava la catenina d’ oro, ricordo del marito defunto, e ha sbattuto violentemente la testa. Ha una vasta emorragia e i medici che l’ hanno operata non hanno sciolto la prognosi che resta gravissima. Ripetiamo la domanda a ognuno di noi: se al posto della signora ci fosse stata nostra madre? La notizia ha avuto le prime pagine, i servizi delle tv, ma tra qualche giorno finirà nel silenzio totale come molte altre simili superata da una nuova notizia. Ma quel che maggiormente lascia pensare è la patina di rassegnazione che si diffonde sempre più a macchia d’ olio tra la gente di questa città. A parte qualche intervento, come quello del Codacons che ha chiesto maggiori controlli delle forze dell’ ordine, nessuno si è indignato con forza. E’ come se fatti simili, purtroppo, siano considerati ormai la normalità nella società violenta in cui viviamo. Un male normale che addolora, ma lascia anche un tantino distaccati quando non ci colpisce direttamente. Però se c’ è un cassonetto da spostare vicino casa scoppia la protesta corale, se la multa si considera ingiusta via con l’ altra protesta… Si interviene solo per difesa personale, non per indignazione generale. Forse l’ episodio della signora lo consideriamo sì una conseguenza dolorosa, ma anche un fatto ormai routinario. E’ come se episodi del genere possano essere digeriti dalla città con un misto di apatia e dolore distaccato, in attesa magari che le forze dell’ ordine risolvino il caso. Il Comune è intervenuto con l’ assessore alle Pari opportunità, Valentina Scialfa, che ha incontrato i parenti della poveretta ricoverata, ma ora si dovrebbe andare oltre un incontro e la solidarietà. La polizia è sulle tracce del malfattore che ci si augura venga individuato magari con l’ aiuto di chi ha visto. Ne va della tranquillità di un intero quartiere e quella di una città sonnolenta davanti a tale spietatezza verso i più deboli. Noi, comunque, lo ripetiamo: se la tragedia avesse colpito direttamente ognuno di noi, se oggi su quel letto di ospedale ci fosse una nostra parente come reagiremmo? Allora, oltre ad immedesimarci col dolore della famiglia, consideriamo questa povera signora come nostra madre e reagiamo uniti per migliorare questa città.
 

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