8 Agosto 2013

La biblioteca del notaio finisce nei cassonetti dei Teatri

La biblioteca del notaio finisce nei cassonetti dei Teatri

È UNA COLPApiù grave buttare centinaia di libri in un cassonetto o “salvarli” da una fine ingloriosa?A lanciare la sfida è un post su Facebook nel primo pomeriggio di ieri. «Un’ intera biblioteca (di un notaio, credo) è stata buttata in un cassonetto di piazza Marsala: c’ è di tutto, da Plutarco alla Bibbia, da Gino e Michele al Rinascimento a Parma. Chi viene a prenderseli?». L’ appello parte da una professoressa di storia dell’ arte, Giovanna Rosso Del Brenna. docente a contratto alla Cattolica di Milano e all’ Università di Genova. Rilancia il sito “Librerie indipendenti”: «Tra piazza Marsala e il Teatro Stabile ci sono due cassonetti della carta stracolmi di libri di ogni genere. Questo può dare l’ idea del degrado culturale in cui versa il nostro paese…». E di lì a poco davanti al Duse c’ è una piccola folla di studenti, cu riosi, passanti attirati dal movimento. Gente come Miguel, ecuadoriano, 46 anni, che ha accostato il furgone delle consegne e guarda con gli occhi del filosofo. «Chi li ha buttati era una persona che cercava il senso della vita: c’ è la Bibbia, un libro sulla felicità, libri impegnati. Si vede che non ha trovato quello che cercava». Parecchi indizi (dispense, testi di diritto) portano a una conclusione più pragmatica: il proprietario era un notaio o un uomo di legge. Ecco Sara Sorrentino, 23 anni, laureata in lettere, e Arianna Cianetti, stessa età, al terzo anno di Beni culturali. Amano i libri. Di carta. E si emozionano davanti a un volume blu, vocabolario di greco -latino: «Quante ore passate col mitico “Rocci” sul tavolo…». Pragmaticamente: oggi costa 106 euro. Il cassonetto si trasforma in una macchina del tempo quando Margherita, 24 anni, apre una cartina geografica dell’ Europa: «Bellis sima, c’ è ancora la Jugoslavia». Un libro di vignette di Forattini, prima edizione 1993 (“Bossic instinct”) a distanza di dieci anni disegna un’ altra Italia fatta di uomini che non ci sono più: in copertina eccole caricature di Andreotti, Craxi, Scalfaro. E però, a guardare meglio, non è cambiato molto. Vignetta del novembre 1992: si discute sulle proposte di riforma elettorale: «Uninominale secca o proporzionale grassa?», Sandro, barista del caffè dei teatri, racconta: «Nessuno ha visto quando li hanno scaricati, quei volumi, ma ogni volta che qualcuno svuota una libreria o libera una cantina qui c’ è movimento. Un cliente mi ha lasciato una pila di libri che ha recuperato nel cassonetto, poi passerà a ritirarli». È roba spessa per intenditori: si va da “Oratori attici minori” ai “Romanzi cavallereschi bizantini”. La professoressa Rosso detta le regole. «È un delitto aspettare che arrivi il camion e porti via tutto per farne carta straccia. Io ho telefonato alla libreria della Comunità San Benedetto ma non hanno nessuno che possa venire e mi hanno chiesto di salvare i libri in condizioni migliori, mi aiutate?». Sara, Arianna e Margherita iniziano a dividere i volumi, altri si fermano. Bilancio di fine giornata: «Tante persone, vedendo noi, si fermavano. E stasera leggeranno un libro». Secondo l’ avvocato del Codacons Pietro Bassotti, sul web, «le persone che frugano nei cassonetti commettono il reato di “furto di immondizia”: tutto ciò che si trova nei cassonetti è di proprietà del Comune e della società che raccoglie i rifiuti». Ma il dubbio resta. È un delitto più grave buttare via un libro (etichettato come “carta da riciclare”) o raccoglierlo per farlo vivere ancora?
bruno viani

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