Cure con le staminali, arriva il sì Ma si dovrà aspettare gennaio
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fonte:
- Messaggero Veneto
TRAVESIO Sì alle cure con le staminali, ma la prima infusione potrebbe essere effettuata a gennaio. La vita di Giuseppe Mazza, il 31enne di Usago di Travesio affetto da sette anni da sclerosi multipla progressiva, potrebbe ripartire da queste terapie, ma le sue condizioni sono talmente gravi che un’ attesa di cinque mesi potrebbe complicare ulteriormente il quadro. Secondo Saverio, padre di Giuseppe, che ogni giorno assiste impotente al calvario del figlio, a gennaio le cure potrebbero addirittura non servire più. I Mazza hanno versato lacrime liberatorie, ieri, per questo sì del tribunale in cui tanto speravano da mesi, ma la gioia è venuta subito meno dinanzi al dolore per una nuova lunga attesa. Il tribunale. Dopo due rinvii per approfondire meglio la situazione, il giudice Angelo Riccio Cobucci ha sciolto le riserve, dicendo sì alle cure col metodo Stamina. Il magistrato ha accolto il ricorso d’ urgenza contro l’ ospedale di Brescia, depositato in base all’ ex articolo 700 del Codice civile dai Mazza, assistiti dall’ avvocato Simone Ogno. Inoltre, Riccio Cobucci ha prescritto la somministrazione della terapia previa acquisizione del parere consultivo in via d’ urgenza del comitato etico. Il giudice ha precisato di avere emesso questo provvedimento in seguito all’ attenta valutazione del caso Mazza e soprattutto sulla base della perizia del dottor Giovanni Del Ben, che aveva rilevato come, «col trattamento con le staminali, tra rischi ed eventuali benefici, questi ultimi potrebbero prevalere». Con tutte le premesse del caso, infatti, come aveva riferito Ogno, da analisi e visita effettuate a Giuseppe, è stato rilevato che la terapia con le staminali potrebbe avere efficacia, quanto meno nel rallentare l’ inesorabile progredire della malattia. Inoltre, secondo Del Ben, non dovrebbero esserci effetti collaterali. Nove le pagine di ordinanza del giudice, che fanno riferimento al decreto Turco del 2006. La famiglia e il Codacons. Le liste d’ attesa per accedere alle terapie parlano chiaro: gennaio. Questo secondo le dichiarazioni rilasciate dai difensori dell’ ospedale di Brescia nel processo. «L’ opportunità di offrire una vita più dignitosa a Giuseppe, che si sta spegnendo giorno dopo giorno, è stata data dal tribunale, ma la prima infusione deve arrivare da qui a poco – ha rimarcato Saverio -. Mio figlio sta morendo: mi appello ai medici affinché accorcino i tempi». Una necessità, quella di accelerare l’ iter, messa in luce anche da Pierluigi Chiarla, presidente del Codacons di Pordenone, che segue il caso. «Ringraziamo quanti si sono prodigati per raggiungere questo obiettivo – ha detto -, ma Giuseppe richiede un’ infusione urgente. La sua malattia avanza in maniera rapida». Giuseppe in qualche mese ha smesso di parlare e mangiare. Inoltre, fatica a respirare e si soffoca anche con l’ acqua, tant’ è che la famiglia è costretta ad aggiungere addensanti a qualsiasi bevanda. Giulia Sacchi ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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