Lettere e interventi. MONTE DEI PASCHI
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fonte:
- Corriere della Sera
Lettere e interventi. MONTE DEI PASCHI
La ristrutturazione La Commissione europea ha chiesto significativi cambiamenti al piano di ristrutturazione di Mps e la questione che sta emergendo non sarebbe affatto di poco conto. Per capirla occorre fare una premessa: la normativa comunitaria prevede che il piano di ristrutturazione per le banche con un deficit di capitale causato da problemi «endogeni» (ad esempio inefficienze, carenza nel controllo dei rischi o comportamenti eccessivamente temerari) sia estremamente più severo di quello richiesto per le banche affette da problemi «esogeni» ovvero banche fondamentalmente sane in assenza di circostanze esterne eccezionali (ad esempio la crisi europea del debito sovrano). La differenza nel regime di aiuti di Stato tra banche con problemi «esogeni» ed «endogeni» è sostanziale, a cominciare dal fatto che nel secondo caso lo Stato deve poter promuovere cambiamenti nel management e nella governance anche entrando direttamente nell’ azionariato, esattamente come ha fatto il Tesoro inglese con Royal Bank of Scotland di cui oggi possiede circa l’ 80% del capitale. Con le sue perentorie richieste, la Commissione ha smentito nei fatti le rappresentazioni date dalla Banca d’ Italia quando ha avviato la procedura di back stop pubblico nel giugno 2012 (si ricorda che all’ epoca l’ attuale ministro dell’ Economia Saccomanni era direttore generale della Banca d’ Italia e membro del Direttorio) e ha riconosciuto che Mps deve essere sottoposta a una ristrutturazione ampia e profonda, così come previsto dalla normativa comunitaria. Per altro, l’ analisi della Commissione conferma un’ inconfutabile realtà: la situazione in cui oggi versa Mps è il risultato di gravi errori strategici (esempio l’ acquisizione di Antonveneta), colossali perdite gestionali (circa 8 miliardi nel biennio 2011-12), temerarie assunzioni di rischio (3,3 miliardi di deficit di capitale creato da posizioni su rischio sovrano), frodi contabili (730 milioni di «errori» su Alexandria e Santorini riconosciuti a febbraio 2013) e illeciti oggetto di indagine. Sullo sfondo aleggia anche un’ altra delicata questione ovvero quale sia la reale natura di due particolari transazioni eseguite da Mps con Deutsche Bank e Nomura: queste operazioni sono state responsabili di un deficit di capitale di poco più di 2 miliardi (fonte: Bilancio Mps 2012) pertanto sono da considerarsi integralmente responsabili dei 2 miliardi di aiuti addizionali versati a Mps nel febbraio scorso. Queste operazioni sono tutt’ oggi contabilizzate da Mps come 5 miliardi di titoli di Stato e operazioni ancillari (long term repo, swap) mentre in realtà sarebbero due gigantesche operazioni di derivati tutt’ ora nascosti in bilancio. Tutto ciò trova conferma
a) in una specifica circolare firmata l’ 8 marzo scorso proprio dal ministro Saccomanni, all’ epoca in Banca d’ Italia, con il governatore Visco e con il presidente della Consob Vegas;
b) in una sentenza del Tribunale del Riesame di Siena emessa il 13 luglio scorso ove viene pacificamente riconosciuto che l’ operazione di long term repo eseguita con Nomura sia un derivato creditizio.
Qualora si accertasse che le rappresentazioni fornite da Mps, dalla Banca d’ Italia e da Saccomanni sugli aiuti di Stato siano inesatte (problemi «esogeni» o problemi «endogeni»? Crisi del debito sovrano o derivati nascosti in bilancio?) le conseguenze sulla credibilità del Paese sarebbero tali che al confronto la vicenda kazaca sembrerebbe un piccolo indicente da boy-scout.
Avv. Carlo Rienzi, presidente Codacons
Ing. Giuseppe Bivona
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