3 Agosto 2013

Nel trasporto pubblico Milano campione d’ Italia ma in Europa si fa di più

Nel trasporto pubblico Milano campione d’ Italia ma in Europa si fa di più

NEL confronto con Roma, ad esempio, Milano risulta essere meglio servita in rapporto alla spesa chiesta a ogni viaggiatore. L’ abbonamento mensile dell’ Atac, il corrispettivo romano di Atm, costa 35 euro ma il servizio non è paragonabile: i chilometri di metropolitana nella capitale sono 40,4 contro i 92 di Milano, le linee sono appena due contro le quattro meneghine, e i chilometri percorsi ogni anno per abitante sono 61, molti meno rispetto agli 83 milanesi. «Che Milano, nonostante i rincari, esca vincente da un confronto di performance con le altre grandi città è fuori discussione – dice Alberto Milotti, ricercatore di Certet, il centro studi su infrastrutture e trasporti dell’ università Bocconi – la differenza ovviamente la fa la rete della metropolitana». Torino, il cui coefficiente di chilometri percorsi ogni anno per abitante è di 54, paga il fatto di avere una sola linea di metrò. Lo stesso vale per Genova: un coefficiente di 48, conseguenza del fatto che la “rete” metropolitana è di appena 7,1 chilometri lineari complessivi. Se nel confronto con le altre grandi città italiane Milano esce vincente («e ci mancherebbe», aggiunge Milotti), molto più discutibile è il confronto che propone l’ assessorato alla Mobilità con altre grandi città europee: a Barcellona l’ abbonamento mensile dei mezzi pubblici costa 52,75 euro, a Monaco 48,50 e a Londra addirittura 116,8. Tutto vero. Quello che la statistica comunale non dice è che Barcellona ha quindici linee di bus notturni. A Monaco, che ha appena 80mila abitanti in più di Milano, si può viaggiare su sette linee di metrò connesse da una fitta rete di raccordi con il sistema ferroviario. E a Londra – 460 chilometri di linea metropolitana, con 382 stazioni – gli introiti di biglietti e abbonamenti coprono quasi per intero il costo del servizio. Vale a dire che i cittadini britannici, a differenza degli italiani e degli spagnoli, non pagano con le tasse il servizio di trasporto pubblico locale. «Che mi risulti, il contributo degli enti pubblici al trasporto urbano a Londra è zero dice Milotti – in Italia si fatica a scendere sotto la soglia del 65 per cento di finanziamento pubblico al servizio, stabilita per legge nel 1997». Per ogni 100 euro di costo del trasporto milanese, 42 sono a caricodi Stato e Regione. Vale a dire: soldi pubblici. A questi si aggiungo i denari (sempre pubblici) versati da Palazzo Marino. Basti pensare che la sola M5 – la più moderna ed efficiente delle linee di metrò, con una capacità di appena 82mila passeggeri al giorno sugli 1,16 milioni trasportati quotidianamente dalla rete metropolitana milanese – costerà al Comune 34,6 milioni quest’ anno, 48,9 il prossimo e addirittura 74,3 milioni nel 2015. «Confrontare le tariffe con altre città europee senza fornire il dato della contribuzione pubblica alla spesa ha poco senso – dice Melotti – se non dal punto di vista del visitatore, che a Milano è senz’ altro più contento di prendere i mezzi rispetto che altrove, e lo è anche perché oltre metà del prezzo del passaggio gliela pagano i contribuenti». L’ associazione dei consumatori Codacons consiglia di inserire, nel confronto fra città sul rapporto qualità-prezzo del trasporto pubblico, anche un altro parametro: la qualità ambientale, dell’ aria in particolare. «Aumentare il prezzo degli abbonamenti del trasporto pubblico in una metropoli in cui ci si ammala di smog è grave – dice Marco Donzelli, presidente dell’ associazione – una città con la tragica situazione di Milano prima di rincarare il trasporto pubblico dovrebbe agire su tutte le altre leve, dalle addizionali Imu e Irpef alla tassa di soggiorno». Pur classificandosi al quarto posto (dietro solo a Torino, Brescia e Parma) nella classifica italiana di Euromobility per la mobilità sostenibile, Milano resta infatti agli ultimi posti nelle classifiche italiane ed europee della qualità dell’ aria: in tutto il 2012, pur con notevoli miglioramenti rispetto al passato, ha totalizzato 106 giorni di sforamento delle soglie di Pm10. Come dire: puntare sul trasporto pubblico, e sulla mobilità alternativa, deve restare la priorità.© RIPRODUZIONE RISERVATA.
franco vanni

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this