4 Agosto 2013

Asp: «L’ allarme del Codacons contro interessi degli utenti»

Asp: «L’ allarme del Codacons contro interessi degli utenti»

Continua a tenere banco la questione relativa alle iperprescrizioni dei medici di famiglia che, configurandosi come illeciti nei confronti del sistema sanitario, sono finite nel mirino dell’ Asp. Dopo l’ annuncio da parte dell’ azienda di aver avviato verifiche negli studi medici e le preoccupazioni espresse dal Codacons e da qualche sindacato di categoria che hanno parlato di “atto grave”, è intervenuta di nuovo l’ Asp. «Il presunto allarme sociale lanciato dal Codacons non solo va contro gli interessi degli utenti/consumatori, ma rischia di creare un clima di insicurezza e di paura non giustificato dai fatti. Non si capisce, pertanto, quali interessi intenda tutelare il Codacons con questa sorta di protesta contro un provvedimento emanato esclusivamente a garanzia dei cittadini, sia dal punto di vista economico, sia in riferimento al loro stato di salute». Parole dure, quelle del commissario straordinario dell’ Azienda sanitaria di Catania, Gaetano Sirna, all’ indomani dell’ ennesima nota del Codacons a difesa di quei medici di famigliala cui percentuale si attesta appena al 4% – che, a seguito di verifiche, hanno ricevuto una richiesta di avviso di recupero del danno subito dall’ Asp, per aver superato di gran lunga il numero di confezioni necessarie alla cura della malattia dei pazienti (inibitori di pompa nel caso specifico) e fissate dall’ Aifa. «Non si capisce perché – continua Sirna – il Codacons denunci il rischio che – riportiamo testualmente – “i medici reagiscano riducendo le prescrizioni anche quando queste risultino necessarie». Questa dichiarazione è gravissima e ingiusta proprio nei confronti dei medici catanesi che hanno sempre lavorato e continueranno a farlo con correttezza, competenza e grande professionalità, garantendo qualità delle prestazioni e appropriatezza prescrittiva. Siamo sorpresi e increduli nel leggere parole come “operazioni di polizia farmaceutica” o “cervellotici piani di controllo che rispondono a logiche ragionieristiche e burocratiche”, proprio in un momento storico in cui l’ Asp – in nome di una ritrovata legalitàcerca di monitorare anomalie che, com’ è facile intuire, potrebbero nascondere interessi particolari ai danni di quelli più generali, che non sono solo dell’ Azienda ma di tutti i cittadini. Se invece, come crediamo, quei 34 medici su oltre 1.000 che operano in tutta la provincia, hanno agito in buona fede, occorre comunque preservare gli utenti dai gravi danni che potrebbero derivare da un eccesso di consumo dei farmaci. «Chiediamo dunque al Codacons – conclude Sirna – di rivedere la propria posizione e, contrariamente a quanto fino a oggi sostenuto, di tutelare i pazienti da violazioni regolamentate dall’ Agenzia nazionale del farmaco e più volte perseguite dalla Corte dei Conti, in considerazione del ruolo sociale che l’ Associazione a tutela dei consumatori dovrebbe ricoprire. Rimaniamo comunque disponibili a un incontro per un ulteriore chiarimento sulla nostra posizione, al quale dovranno partecipare tutti gli attori del sistema».
 

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