1 Agosto 2013

Via libera al restauro del Colosseo

Via libera al restauro del Colosseo

I lavori possono partire subito su dieci arcate del lato nord e con le nuove cancellate installate alla base dell’ anfiteatroIl Consiglio di Stato respinge il ricorso del Codacons che contestava i diritti di sfruttamento di Della Valle LA SENTENZA Che i lavori abbiano inizio. Il restauro del Colosseo griffato Tod’ s può avere la sua benedizione, e l’ ottimismo stavolta serpeggia nei corridoi di Palazzo Massimo. Il via libera al restyling dell’ Anfiteatro Flavio è arrivato ieri dal Consiglio di Stato che, dopo ben tre mesi e mezzo dall’ ultima udienza (era il 16 aprile), ha rigettato il ricorso del Codacons contro la sponsorizzazione del gruppo di Diego Della Valle per un valore di 25 milioni di euro. I giudici di Palazzo Spada hanno respinto l’ appello dell’ associazione dei consumatori guidata da Carlo Rienzi perché ritenuto inammissibile. I PONTEGGI Insomma, si va avanti, almeno con la prima fase di intervento sulle prime dieci arcate sul lato nord del monumento (alto 50 metri), e l’ installazione delle nuove cancellate al posto dei tubi innocenti. Le operazioni di cantierizzazione da oggi entrano nel vivo con la società prima classificata nella gara da 8 milioni di euro (6,5 al ribasso d’ asta), la Gherardi, con cui la Soprintendenza ai beni archeologici ha firmato il contratto. I materiali per i ponteggi sono già depositati all’ ombra del Colosseo e si sta organizzando il lavoro con l’ impresa. Una data ufficiale per il montaggio delle impalcature ancora non viene dato, e sulla questione il Ministero per i beni culturali preferisce non pronunciarsi. Quello che è sicuro, è che nell’ offerta tecnica di Gherardi, i primi lavori dureranno 915 giorni. Ma la cautela è un gioco-forza, perché ieri per il Colosseo si è consumata l’ ennesima giornata di emozioni contrastanti. LA SOPRINTENDENZA La «buona notizia», come la salutava il sindaco Ignazio Marino su tweeter, è stata preceduta in mattinata dalla «non-sentenza» del tribunale di piazza Capo di Ferro sul ricorso presentato dalla ditta Lucci, la seconda classificata. Un autentico coup de théâtre, perché il Consiglio di Stato ha rimesso la decisione ad un’ adunanza plenaria, presieduta direttamente dal presidente del tribunale. Passaggio cui si ricorre solo in caso di questioni controverse. Conti alla mano, potrebbero passare mesi sotto i fornici del Colosseo prima che la giustizia prenda una decisione. Ma l’ attesa è troppo logorante. E i cantieri «devono andare avanti per legge», come incalzano dai corridoi della Soprintendenza. D’ altronde, a legittimare la Gherardi era stata proprio la stessa giustizia amministrativa, quando il 5 febbraio scorso aveva rigettato il ricorso presentato dalla Lucci. Insomma, al Collegio Romano, preso atto del rinvio all’ udienza plenaria, si faranno le valutazioni tecniche più opportune sulle eventuali ripercussioni per il cantiere. Ma si parte. Soddisfatto anche l’ ex sindaco Gianni Alemanno, sotto il quale venne firmato il contratto con Diego Della Valle: «Finalmente una buona notizia sul Colosseo – ha detto Alemanno – di fianco all’ inutile e dispendioso cantiere per la pedonalizzazione dei Fori». E il Codacons non si arrende: è partito il ricorso alla Cassazione. E Rienzi ricorda che comunque «per iniziare i lavori occorre attendere la decisione dell’ adunanza plenaria del Cds sul ricorso promosso dalla ditta Lucci». Laura Larcan © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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