1 Agosto 2013

Maxi affissioni, il Consiglio di Stato dice sì

Maxi affissioni, il Consiglio di Stato dice sì

La “notizia” sarà difficile da digerire. Soprattutto per tutti coloro – e sono anche parecchi – che nel corso degli anni hanno storto il naso sulle “mega sponsorizzazioni” per il restauro dei beni culturali. E Venezia da questo punto di vista è stata senz’ altro nell’ occhio del ciclone basti pensare alle polemiche sui maxi cartelloni pubblicitari nell’ area marciana. Ora ci ha pensato il Consiglio di Stato a metterci una “pietra miliare”… sopra (facendo in pratica segnare un gol da finalissima anche alla Soprintendenza ai Beni artistici e architettonici di Venezia). La massima magistratura amministrativa ieri ha detto no, in seconda istanza, al ricorso di un’ associazione di consumatori come il Codacons, che si era opposta con un ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio contestando la sponsorizzazione dei lavori di restauro del Colosseo per ben 25 milioni di euro annunciati dall’ imprenditore fiorentino Diego Della Valle (Tod’ s) che in questo modo alcuni mesi fa aveva deciso di aderire all’ appello lanciato per la tutela dei beni culturali nazionali. Invece con una sentenza pubblicata ieri il Consiglio di Stato ha dato via libera alla sponsorizzazione con motivazioni che possono tranquillamente essere ricalcate anche su Venezia. «L’ ambiente – dice il Consiglio di Stato – può essere inteso come complesso dei valori che caratterizzano il territorio e dunque anche i beni culturali, ma è altrettanto vero che il sistema normativo vigente è formato su una distinta scansione concettuale tra patrimonio culturale e ambiente. Un contratto di sponsorizzazione stipulato in vista di un restauro di un bene culturale rappresenta un fatto che rientra nelle funzioni di tutela non dell’ ambiente, ma dei beni culturali». Parole significative dopo anni di polemiche e contestazioni, anche e soprattutto in sede veneziana. Ma c’ è di più: nella sentenza, il Consiglio di Stato tira una legnata ad associazioni come il Codacons e simili che negli anni si sono appellate alla giustizia amministrativa contro le sponsorizzazioni, usando parole durissime: «Si tratta di enti che, come nel caso in specie, sono privi di legittimazione a ricorrere sia dal punto di vista di associazione a tutela dell’ ambiente sia dal punto di vista di sodalizio a tutela dei consumatori e utenti». P.N.D. © riproduzione riservata.

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