Mazzoni, bloccati gli immobili
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fonte:
- Il Resto del Carlino
proseguono gli interrogatori sul caso del broker scomparso l’ inchiesta raffaele mazzoni, 55 anni, è scomparso l’ 1 febbraio con moglie e figlio. un esercito di creditori lo cerca, a caccia dei risparmi che gli erano stati affidati.
UN tesoretto che pare possa ammontare attorno a svariati milioni di euro, un esercito di creditori infuriati e disperati per aver perso i risparmi e gli investimenti di una vita, e un’ inchiesta che va avanti, coordinata dai pm Nicola Proto e Ombretta Volta. Dall’ 1 febbraio Raffaele Mazzoni, la moglie e il figlio si sono resi irreperibili, e soltanto i suoi avvocati, Francesco e Irene Costantino, e il pm Nicola Proto hanno parlato con lui. Il broker 55enne di Jolanda di Savoia, che disponeva di un portafoglio di clienti Mediolanum di 1500 risparmiatori, è accusato di appropriazione indebita ma non è scappato all’ estero con la cassa e, stando alle parole dei suoi legali, è disposto a collaborare ed ha sempre mostrato massima disponibilità nei numerosi interrogatori ai quali è stato sottoposto fin qui. Non solo, si è assunto davanti a Proto ogni responsabilità, non accusando terzi e dichiarando che ha agito da solo, senza coinvolgere nessun collaboratore. Tutti fatti che andranno appurati dalla Procura nelle successive tappe dell’ inchiesta, nel frattempo la settimana scorsa il tribunale civile ha disposto il sequestro conservativo degli immobili del broker, ovvero l’ abitazione, l’ ufficio e la casa al mare. Una misura cautelare, in attesa di vedere quali pieghe prenderà la vicenda. Pieghe che attendono con ansia anche i tanti creditori che si sono fidati di lui, perdendo i loro risparmi. Il Codacons, dopo il procedimento a carico di Raffaele Mazzoni, si costituirà parte civile. «L’ associazione, che si è già occupata dei danni prodotti da promotori finanziari ? ha spiegato l’ avvocato Bruno Barbieri ?, è sempre riuscita a fare recuperare le intere somme e sa che in questi frangenti è opportuno, prima di recarsi a mostrare le proprie carte alla controparte, che in questo caso è diventata la banca che dovrà risarcire le perdite finanziarie, predisporre una linea difensiva che non permetta alla banca di contestare ai truffati alcunché in termini di comportamento, nonché predisporre denunce ben curate per permettere alla Procura di individuare eventuali collusioni di Mazzoni». Denunce che sono cadute a pioggia e che non paiono destinate ad arrestarsi a breve, di pari passo con il procedimento giudiziario. m. p.
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