Ma Siracusa tra i primi 10 comuni con più di 35 giorni di Pm10 oltre soglia
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. La crisi sembra avere la meglio anche sull’ inquinamento atmosferico, nel senso che come così riesce ad abbattere tutti gli indici anche con lo smog fa lo stesso, ma in questo caso regalandoci un dato positivo visto che riduce la cattiva qualità dell’ aria (con il Nord Italia che rimane comunque nella cappa delle polveri sottili), ed anche il traffico (sia per la mancanza di un mezzo proprio che per il caro-benzina). Allo stesso tempo aumentano le automobili attente all’ ambiente, e le città guadagno sempre più spazi verdi; anche quelle di grandi dimensioni. Una fotografia a tutto tondo quella scattata dall’ Istat, l’ Istituto nazionale di statistica, nel report sui dati ambientali e la qualità dell’ ambiente urbano. Scendono i giorni consentiti di sforamento oltre la soglia per l’ inquinamento da Pm10: l’ anno scorso infatti sono stati 52 contro i 59 dell’ anno precedente i capoluoghi dove si è andati oltre i 35 giorni di superamento. Ma al Nord il problema rimane, visto che è qui infatti che ci sono i primi 10 comuni, a parte Frosinone (seconda) e Siracusa (nona a pari merito con Verona). Riescono invece a fare meglio il Centro e il Meridione. Vanno bene i grandi comuni, dove i “picchi” diminuiscono quasi ovunque, a parte Bologna (+4 giorni), Firenze (+10 giorni) e Napoli (+24 giorni). Tuttavia, tra le principali realtà urbane le uniche città dove i superamenti del Pm10 rimangono inferiori alle 35 giornate annue sono Genova, Bari, Messina e Catania. Il parco auto italiano, poi, è sempre più “verde”. La diffusione delle autovetture meno inquinanti nel 2012 ha infatti per la prima volta superato quella delle più inquinanti. In realtà, spiega l’ Istituto di statistica, complessivamente gli italiani sono meno “motorizzati”. L’ anno scorso il tasso di motorizzazione è stato di circa 609 autovetture per mille abitanti, arrestando la crescita degli ultimi dieci anni. E diminuisce anche la domanda di trasporto pubblico, meno 7,4 per cento rispetto all’ anno prima. E la spiegazione principale, secondo il Codacons, si trova appunto nella situazione economica. I dati dell’ Istat sul tasso di motorizzazione secondo l’ associazione di consumatori, infatti, sono «un indice della grave crisi». E lo stesso vale per «la riduzione degli spostamenti». In particolare è «negativo il crollo della domanda di trasporto pubblico » con «ripercussioni sulla mobilità». Allo stesso modo il “miglioramento” della qualità dell’ aria sarebbe dovuto «principalmente alla riduzione dei veicoli in circolazione, e ad uno inevitabile svecchiamento del parco veicoli». Nota lieta è l’ aumento del verde nelle città, anche se di poco: più 1 per cento l’ anno scorso rispetto al 2011; cosa che consente ad ognuno di noi di avere a disposizione in media uno spazio di verde urbano pari a 31,4 metri quadrati. Nel 2012 il verde urbano rappresentava il 2,8 per cento del territorio dei comuni capoluogo di provincia: pari a oltre 570 milioni di metri quadrati. Ad elevato “profilo” verde sono 16 comuni, pari al 13,8 per cento dei capoluoghi: sette in Lombardia (Como, Monza, Brescia, Pavia, Lodi, Cremona, Mantova), più Prato, Matera, Reggio Calabria; e sei grandi comuni come Genova, Trieste, Roma, Napoli, Palermo e Cagliari. Al Nord il 43 per cento dei comuni offre una buona disponibilità di verde: a Verbania, Sondrio, Trento, Pordenone e Gorizia la media si attesta sopra i 100 mq per abitante. Si scende sotto il 30 per cento al Centro e nel Mezzogiorno. Ma per esempio i capoluoghi lucani superano tutti, tanto che Matera con 978,2 metri quadrati per abitante è la città a più alta disponibilità pro-capite. Tommaso tetro 24/07/2013.
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