22 Luglio 2013

MOTO: PER MORTE ANTONELLI CODACONS CHIEDE ALLA PROCURA DI ROMA DI INDAGARE GLI ORGANIZZATORI DELLA GARA PER OMICIDIO CON DOLO EVENTUALE

MOTO: PER MORTE ANTONELLI CODACONS CHIEDE ALLA PROCURA DI ROMA DI INDAGARE GLI ORGANIZZATORI DELLA GARA PER OMICIDIO CON DOLO EVENTUALE

 

INCONCEPIBILE FAR DISPUTARE LA CORSA IN CONDIZIONI PROIBITIVE. DEPOSITATO OGGI ESPOSTO

 

 

Sulla morte del pilota Andrea Antonelli coinvolto in un incidente durante una gara sul circuito di Mosca tenutasi ieri, il Codacons deposita oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Roma.
Abbiamo deciso di chiedere alla magistratura italiana di aprire una indagine sull’incidente che ha causato la morte di un cittadino italiano all’estero – spiega l’associazione – In particolare alla Procura chiediamo di procedere per il reato di omicidio con dolo eventuale, in relazione alle condizioni proibitive della pista al momento del decesso.
Da più parti arrivano feroci critiche nei confronti degli organizzatori della corsa, per la decisione di far disputare la gara nonostante le avverse condizioni meteo che mettevano a repentaglio l’incolumità dei piloti – prosegue il Codacons – La Procura deve accertare quindi se vi siano responsabilità da parte degli organizzatori che abbiano in qualche modo contribuito a determinare la morte del pilota.
Si legge nell’esposto dell’associazione:
“a determinare la tragedia sarebbero state le previste e persistenti e allarmanti condizioni meteorologiche, con piogge torrenziali insistenti all’avvio e nel corso della gara, che seppur impedivano ai piloti la visione della pista, non hanno impedito agli organizzatori di far scendere ugualmente i piloti per disputare la gara, accettando il rischio del verificarsi di un evento, ampiamente prevedibile, poi verificatosi, ovvero la morte del pilota italiano. Ad avvalorare la tesi della mancanza di sicurezza e della impraticabilità della pista a causa delle forti piogge, la circostanza secondo cui, a detta dei gestori dell’impianto, la pista di Mosca non avrebbe l’asfalto drenante perché con le infiltrazioni dell’acqua e l’abbassarsi delle temperature in Russia si creperebbe l’intero manto stradale.
Alla luce di quanto evidenziato, per la dinamica dell’incidente, per le dichiarazioni dei piloti, per le caratteristiche della pista priva dell’asfalto drenante, per le piogge torrenziali, la scelta degli organizzatori dell’evento e dei gestori dell’impianto di volere, comunque, che i piloti scendessero in pista per disputare la gara, pur prevedendo e accettando il rischio e la probabilità del verificarsi della tragedia poi verificatasi, lasciano emergere forti responsabilità”.

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