Calderoli ora è indagato Kyenge accetta le scuse
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
ROMA Chiuso il caso personale, semi-chiuso quello politico, appena aperto quello giudiziario. Mentre il ministro Cecile Kyenge dichiara di aver accettato le scuse di Roberto Calderoli, che l’ aveva definita «simile a un orango», è la procura della Repubblica di Bergamo ad interessarsi del caso. Il vicepresidente del Senato è infatti indagato con l’ ipotesi di diffamazione aggravata dall’ odio razziale. Ad attribuirsi la titolarità della denuncia è stato il Codacons, che si è rivolto alla magistratura di Bergamo chiedendo di verificare «la sussistenza di eventuali reati». Il procuratore Francesco Dettori ha raccolto una corposa rassegna stampa sul caso e ha anche acquisito l’ audio del discorso di Calderoli al comizio di Treviglio. Ora spetterà ai magistrati decidere se chiedere il rinvio a giudizio dopo aver valutato se ci sono gli estremi per una diffamazione a sfondo razzista. Da parte sua, Roberto Calderoli che martedì si era scusato davanti all’ aula del Senato non sembra turbato per l’ indagine di Bergamo: «Visto che ci sono due denunce presentate contro di me, ritengo sia un atto dovuto», ha detto il vicepresidente di Palazzo Madama che si è scusato con Cecile Kyenge, ma non si è dimesso come gli ha chiesto ufficialmente il premier Letta, che ieri da Londra alla Cnn ha ribadito: se ne deve andare. Il ministro dell’ Integrazione italocongolese sta cercando di gettare acqua sul fuoco, pur non facendo sconti sul piano etico-politico: «Si deve andare oltre i fatti personali. In questo momento – ha spiegato in un videoforum di Repubblica.it – preferisco non dare giudizi sulle persone. Vorrei che l’ Italia andasse avanti. Quando il ministro Calderoli mi ha fatto le sue scuse, le ho accettate. I fiori? Li ho portati alla Madonna del Buon Consiglio». E a Padova è stata condannata a 13 mesi la consigliera leghista Dolores Valandro che indirizzò parole ingiuriose sempre al ministro Kyenge. «Mai nessuno che se la stupri», aveva scritto scatenando un diluvio di polemiche. La consigliera veneta era stata espulsa dalla Lega e denunciata per istigazione ad atti sessuali compiuti per motivi razziali. Ieri Valandro che è stata giudicata con rito direttissimo è apparsa in lacrime davanti al giudice affermando che non era sua intenzione insultare nessuno, nè tantomeno la Kyenge. E ieri Oscar Farinetti presidente e fondatore di Eataly, colosso dell’ alimentazione, si è schierato contro il vicepresidente del Senato leghista. «A Eataly è vietato l’ ingresso a persone come Calderoli. Non può entrare per motivi di igiene» ha detto ai microfoni di Radio 24 aggiungendo che «gente come Calderoli e Borghezio dovrebbero dimettersi da umani, perchè dimostrano dicendo queste cose che non hanno coscienza, e la coscienza è la molla che ha trasformato le scimmie in umani, quindi sono rimaste scimmie».
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