18 Luglio 2013

Insulti alla Kyenge, indagato Calderoli

Insulti alla Kyenge, indagato Calderoli

 

 

ROMA – Roberto Calderoli conserverà, forse, la poltrona di vicepresidente del Senato, ma dopo le “battute” sul ministro Cecile Kyenge gli sarà difficile trovare un tavolo ai ristoranti di Eataly. Oscar Farinetti, fondatore e presidente della catena ha infatti annunciato aLa Zanzara che a persone come l’ ex ministro «è vietato l’ ingresso per motivi di igiene». Un divieto di accesso condito da frasi pesanti come «Calderoli e Borghezio sono privi di quella coscienza che «è la molla che ha trasformato le scimmie in umani; quindi sono rimaste scimmie». L’ ex ministro però deve preoccuparsi di qualcosa di più importante di dove andare a cena. La procura di Bergamo, infatti, lo ha iscritto nel registro degli indagati per il reato di diffamazione aggravata dall’ odio razziale, Un fascicolo aperto dopo l’ arrivo sul tavolo dei magistrati di un esposto del Codacons a cui si è aggiunto quello di Giuseppe Sarno, un avvocato bergamasco. Passi che l’ ex ministro leghista considera però «solo atti dovuti, visto che ci sono due denunce contro di me». Oggi pomeriggio, però il caso Kyenge torna in aula a Palazzo Madama, dove i senatori saranno chiamati ad esaminare e votare sulla mozione di solidarietà al ministro presentata dal Pd. E i democratici non considerano per niente chiusa la vicenda e torneranno a chiedere che le dimissioni di Calderoli. Il dibattito si aprirà però sotto l’ effetto della condanna a 13 mesi di carcere inflitta ieri da un giudice di Padova all’ ex consigliera di quartiere leghista Dolores Valandro. La militante, espulsa dal Carroccio, aveva scritto su Facebook della Kyenge «Mai nessuno che se la stupri». La donna, in aula pentita e in lacrime, è stata giudicata colpevole di istigazione a commettere atti di violenza sessuale per motivi razziali. Chiusa questa vicenda se ne apre però un’ altra in Trentino, dove Paolo Serafini. un consigliere circoscrizionale ex leghista, subito espulso da Patto trentino, ha scritto della Kienge «torna nella giungla». E in Veneto si segnala per lo stesso motivo il sito Facebook del presidente del consiglio comunale di Scorzè. I leghisti però considerano il caso Calderoli chiuso. Lo dice anche Umberto Bossi invitando l’ ex ministro a restare. Dicono tutti no alle richieste di dimissioni. Come quella arrivata martedì sera da Londra da Enrico Letta. Convinto che altrimenti Roberto Maroni è «correo» dell’ ex ministro. Un invito del premier a lasciare ribadito ieri sera allaCnn:«Calderoli se ne deve andare, deve lasciare l’ incarico. Gli ho chiesto di dimettersi». «Non diciamo stupidaggini», replica il governatore lombardo. «Mi pare, invece, che il presidente del Consiglio abbia “toppato”minacciando ritorsioni su Expo, come se fosse una questione della Lega. Si occupi d’ altro. Vada in Parlamento e chiarisca il caso kazako». A dar man forte arriva anche Matteo Salvini che definisce il premier «ipocrita, perbenista, inadatto, deportatore di bambine. Recordman di debito pubblico». Salvini non risparmia neanche Farinetti, «Che cazzate si sparano per vendere due ricotte in più! Non metterò mai piede in quel postaccio», dice. E trova un alleato in Renato Brunetta. «A Farinetti deve essere scivolato il cervello nella padella del fritto misto». dice. «Vedo che usa l’ olio rancido del razzismo dell’ antirazzismo contro il prossimo, che resta uomo, qualunque erroreabbia fatto e bestialità detto». In questo infuriare di polemiche il ministro Kienge mantiene un atteggiamento molto sobrio. Ieri, durante un videoforum con i lettori suRepubblica tvha rivelato che ha ricevuto i fiori di Calderoli e li ha portati alla Madonna del Buon Consiglio. Ha spiegato di avere accettate le sue scuse, ma che «qualsiasi tipo di offesa razzista non tocca me, diventa un concetto. Una ferita all’ Italia ». La Kyenge ha risposto anche a Bossi che l’ aveva definita una “figurina” nominata da Letta solo per il colore della sua pelle. «Saranno i fatti e le persone a giudicare se sono o meno una figurina. Scegliendomi come ministro Letta è stato lungimirante».© RIPRODUZIONE RISERVATA.

silvio buzzanca

 

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