17 Luglio 2013

Treni soppressi, esplode la protesta

Treni soppressi, esplode la protesta

 

di Marta Artico Nuovi tagli per i pendolari. A quanto sembra non c’ è pace per chi viaggia in treno. Tutto nasce dall’ annuncio di soppressione di quattro coppie di treni veloci tra Milano e Venezia con il nuovo orario cadenzato in vigore in autunno e più volte posticipato. Per prima, a protestare, la Filt Cgil: «Si tratta dell’ ennesima dimostrazione di incuria, disinteresse e inadeguatezza». si legge in una nota. «Lombardia e Veneto si rimpallano accuse di superficialità. Lo ribadiamo da mesi che l’ entrata in vigore dell’ orario cadenzato ferroviario (dicembre 2013) non può essere fatta al risparmio di risorse economiche, di lavoratori personale viaggiante, di materiale rotabile. La coperta è troppo corta, visto che la Regione Veneto non mette un solo euro delle proprie risorse regionali, provoca amarezza, malumori, riduzione del servizio al mattino presto, alla sera, nei giorni festivi e prefestivi. In questo caso si somma un interesse, nemmeno nascosto, di offrire unicamente un servizio di maggiore qualità e costo. Stiamo parlando di migliaia di pendolari che non hanno risorse infinite, che viaggiano verso i grandi centri partendo da piccole stazioni che non sono servite dalle Frecce. Se a tutto questo si aggiungono le continue soppressioni e le nuove disposizioni sulle coincidenze il quadro che ne esce è drammatico per i pendolari che tutti i giorni muovono dalla Emilia e dalla Lombardia verso la nostra regione. Così proprio non va». «Si garantisca il servizio», prosegue la nota della Filt, «lasciando inalterati gli otto treni dei pendolari, ci aspettiamo un migliore e maggiore servizio da dicembre 2013 e non la fine della varietà e capillarità dello stesso». Nei giorni scorsi si è svolto a Verona, nella sede dell’ amministrazione provinciale, il primo degli incontri con il territorio voluti dall’ assessore regionale alla mobilità Renato Chisso, con l’ obiettivo di mettere a punto migliorie possibili in un quadro di compatibilità economica, prima di dare il via al nuovo sistema, mercoledì 31 toccherà alla Provincia di Venezia. Oggi invece, i sindaci del territorio, capofila Quarto d’ Altino, saranno in Regione, in audizione ufficiale in Commissione trasporti, per discutere un orario che non collima con le esigenze dei pendolari non solo della Venezia Milano, ma anche della tratta Venezia-Trieste: «Oggi saremo ascoltati in commissione regionale Trasporti», spiega Gianni Foffano del comitato pendolari Venezia-Trieste, «e vedremo se ci sono delle modifiche in base a quanto ci era stato prospettato. Per quel che ci riguarda i pendolari sono sempre maltrattati: se la precedenza sono le frecce significa che i lavoratori sono all’ ultimo posto. Con l’ entrata in vigore dei nuovi orari, la tratta Venezia-Portogruaro presenta molte lacune. Intanto perché sono stati inseriti treni che arrivano solo fino a Mestre e non proseguono per Venezia, ma la cosa che più ci preoccupa è il regionale 5008: il primo treno del mattino, che porta i turisti e i lavoratori che timbrano alle 6 a Venezia, è di importanza fondamentale e non parlano di sostituirlo. La fascia mattiniera è sguarnita, e ancor più grave il fatto che dalle 22 di sera non ci sia un treno che da Venezia torni verso Portogruaro». Oltre a questo i pendolari della tratta lamentano i continui ritardi e soppressioni, l’ aria condizionata che funziona a singhiozzi, il sovraffollamento. «Nonostante le parole», commenta Luciano Ferro, consigliere del Codacons e portavoce pendolari, «anche qualche giorno fa il treno delle 6.26 da Quarto, ha portato un’ ora di ritardo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA LEGGI E COMMENTA SUL SITO WWW.NUOVAVENEZIA.IT.

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