16 Luglio 2013

La farsa del caro benzina tormentone dell’ estate

La farsa del caro benzina tormentone dell’ estate

Alla vigilia delle partenze estive il costo del carburante trova sempre un motivo per salire. E puntualmente arriva qualche ricerca (l’ ultima è della Cgia di Mestre) che stabilisce che l’ Italia è il posto dove benzina e gasolio sono i più cari d’ Europa. Verità che ormai fanno anche poco effetto, abituati come siamo a subire tassazioni incredibili sui carburanti e in generale sull’ automobile. Stavolta ci si mette anche la crisi egiziana. Potevano le compagnie petrolifere farsi scappare questa occasione? Certo che no. E allora, ecco puntuali come i temporali estivi, i primi aumenti: la benzina verde sale a 1,845 euro al litro ma c’ è già un picco a 1,877 e il gasolio a 1,734, ben sopra le medie del 2012. E pensare che proprio l’ anno scorso il record raggiunto dal prezzo medio dei carburanti in Italia si è tradotto, rispetto al 2009, in una stangata di 653 euro annui ad automobilista per le auto a gasolio, e di 554 per quelle a benzina. Numeri che arrivano dal Codacons, che ha quantificato, sempre rispetto a tre anni prima, una spesa di 27 euro in più per un pieno di benzina. Che fare allora? Per gli italiani non resta che usare sempre meno l’ automobile. Mentre le varie associazioni dei consumatori ripetono fino alla noia una proposta che ormai tutti conoscono a memoria: «Ridurre le tassazioni sulla benzina, eliminando accise, tasse e balzelli che immotivatamente gravano da decenni sui prezzi alla pompa». Proposta recitata invano da anni. Sempre inascoltata come la maggior parte di quelle che riguardano gli interessi degli automobilisti. Condannati a pagare sempre più tasse, ad avere meno servizi ed essere considerati alla stregua dei peggiori inquinatori dell’ ambiente.

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