13 Luglio 2013

L’ Inps mette in ansia i nonni di Varese Raffica di lettere con “scadenza errata”

L’ Inps mette in ansia i nonni di Varese Raffica di lettere con “scadenza errata”

 

 

Assalto ai Caf per la compilazione dei modelli Red per la verifica dei requisiti pensionistici. Le lettere dall’ Inps arrivano tutte insieme a pochi giorni dalla scadenza e i pensionati si mettono in coda agli sportelli dei Caf. Poi la soluzione all’ italiana: proroga della scadenza dal 31 luglio al 31 ottobre. Ma lo Spi-Cgil denuncia: «Non se ne può più, si continuano a scaricare disagi sui pensionati». Il problema stavolta nasce dalla richiesta dell’ Inps, arrivata per lettera, di compilare i modelli Red per la verifica della situazione reddituale, con il termine perentorio di consegna entro il 31 luglio 2013. E poi non mandano i Cud?«Lettere a casaccio dall’ Inps» denuncia il Codacons, descrivendo la confusione che viene ingenerata nella richiesta di presentare all’ Inps la dichiarazione dei redditi 2012 e il modello Red, dopo che già l’ Inps per risparmiare carta e lettere aveva «smesso di spedire a casa dei pensionati il Cud ed il modello Obis, costringendo persone anziane a recuperarli via internet o tramite Caf». La scadenza perentoria ha messo in allarme i pensionati varesini, che si sono riversati negli ultimi giorni nelle sedi dei Caf e dei sindacati per compilare i moduli richiesti. Un assalto di anziani preoccupati e costretti a lunghe attese nell’ afa. «Il problema – spiega Marina Marzoli, della segreteria Spi-Cgil – è che in passato queste lettere arrivavano ai pensionati diluite in un paio di mesi, tra giugno e luglio, così gli utenti arrivavano gradualmente ai nostri sportelli senza creare problemi. Questa volta invece le lettere stanno giungendo tutte in un colpo nel giro di quindici giorni, provocando un intasamento mostruoso e mai visto ai nostri centri. Teniamo conto che in molti casi si tratta di persone che non hanno il pc e quindi devono farsi aiutare passo passo dai nostri operatori».Un effetto imbuto L’ avvicinarsi della scadenza del 31 luglio ha fatto il resto, causando la ressa agli sportelli dello Spi e dei Caf. «Il ritardo nella consegna delle lettere e i termini perentori molto stretti hanno creato un ingorgo agli sportelli» ammette il segretario dello Spi-Cgil Umberto Colombo. «Abbiamo ampliato gli orari di apertura e ci siamo attrezzati per rispondere alle esigenze dei pensionati». I quali però, come normale, «si agitano e si preoccupano, perché non sanno come interpretare la lettera e temono di poter perdere l’ assegno previdenziale – sottolinea Marzoli – la conseguenza è che i nostri sportelli sono costretti a un super-lavoro, anche perché è appena terminata la campagna fiscale e stanno arrivando ancora gli utenti che devono compilare il modello Unico». «Soluzione all’ italiana»Un ingorgo che è stato inutile, visto che giovedì l’ Inps ha comunicato di aver prorogato i termini di presentazione dei modelli Red dal 31 luglio al 31 ottobre. La solita soluzione all’ italiana, ovviamente partorita dopo che “i buoi erano già scappati dal recinto”. «La proroga era doverosa in questa situazione, ma ormai la misura è colma – protesta Colombo – ormai questi problemi organizzativi si ripetono con troppa frequenza. Non è possibile continuare a scaricare problemi e disagi sui pensionati e sui nostri centri. Non bastano le proroghe, bisogna anche semplificare le pratiche per agevolare il nostro lavoro e tranquillizzare i pensionati». Le organizzazioni sindacali si trovano infatti costrette ad indire corsi di aggiornamento e di formazione per gli operatori e per i volontari, per metterli in condizione di compilare correttamente i moduli dell’ Inps.n.

andrea aliverti

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