11 Luglio 2013

Le cifre allarmanti della ludopatia in Italia

Le cifre allarmanti della ludopatia in Italia

Ormai sul fatto che si tratti di una vera e propria patologia non ci sono dubbi. Parliamo della ludopatia che fa perdere di vista famiglia e lavoro, isola dal mondo, diventa una dipendenza difficile da combattere ed ha raggiunti livelli allarmanti.

Secondo una stima del Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga sono oltre 32 milioni i giocatori, pari al 54% della popolazione italiana. Di questi, 1.700.000 sarebbero i giocatori cosiddetti ”problematici” e oltre 800.000 le persone cadute nella trappola del gioco patologico, che passano le giornate tra video-poker e slot-machines. Il gioco d’azzardo si sta infatti diffondendo in tutta Italia.Le cifre dicono che le persone affette da ludopatia sono per il 72% maschi. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, la zona di maggior diffusione è il centro Italia (41%), seguito dal Nord (33%) e dal Sud (26%). Secondo le statistiche messe a disposizione dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sarebbero stati giocati oltre 70 miliardi di euro tra gennaio e ottobre 2012, con una netta predominanza degli apparecchi per intrattenimento, pari a oltre 38 miliardi di euro.

L’onorevole Paola Binetti è stata una delle prime a lanciare l’allarme e a interessarsi di ludopatia e ora ha raccolto la sua esperienza nel settore nel volume ”Quando il gioco non è più un gioco”, presentato nell’ambito dell’iniziativa ”Leggi in Salute” di Sanofi che si è svolto ieri a Roma.
L’attualità e la cronaca quotidiana raccontano quanto il rapporto tra gli italiani e il gioco d’azzardo sia complesso e carico di rischi per il singolo e la società. Nel volume si legge: “Quando nel 1946 faceva capolino il Totocalcio gli italiani erano animati da forte voglia di riscatto e la schedina era vissuta come un momento familiare. Oggi la situazione è profondamente diversa. Il gioco è diventato più pericoloso perché supportato da un forte sviluppo tecnologico, che crea sempre più occasioni e modalità di giocare e lo Stato prende sempre più ricavi da questo settore, anche se nel contempo toglie spazio al gioco illegale e alla malavita che da esso ne consegue. Il business cresce di anno in anno, e purtroppo molte persone si trovano in un tunnel dal quale uscire è sempre più difficile”’.

I numeri del fenomeno sono in aumento, tant’è che il Codacons, definisce la ludopatia la pandemia del terzo millennio. Tra le opzioni per affrontare questa situazione, oltre a rivedere l’impostazione legislativa del settore, da Paola Binetti viene auspicata anche la possibilità di istituire un osservatorio dedicato, che possa analizzare i dati raccolti, informare tempestivamente i diversi stakeholder e aiutare la prevenzione delle forme patologiche, fornendo assistenza alle persone più a rischio.

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