6 Luglio 2013

Via ai saldi nell’ anno nero ribassi fino al 40 per cento contro il rischio casse vuote

Via ai saldi nell’ anno nero ribassi fino al 40 per cento contro il rischio casse vuote

 

 

PIÙ che statistiche, algoritmi matematici o strategie di mercato il comparto dello shopping milanese guarda il cielo: se farà bello nei prossimi giorni qualche affare si farà, altrimenti il tracollo sarà totale. I saldi estivi in partenza oggi arrivano dopo un anno nero, che seguiva un altro anno nero; e Federmodamilano, associazione che fa capo a Confcommercio, snocciola già i dati di una previsione fosca. Gli incassi totali su cui i commercianti potranno contare da oggi al 19 agosto non andranno oltre i 425 milioni di euro, con un calo del 5,5 per cento rispettoallo scorso anno. Sempre che non piova: un mantra, questo, recitato quasi come uno scongiuro visto che la stagione, meteorologicamente parlando, è partita male, tutt’ altro che adatta a stimolare acquisti balneari. Lo scontrino medio a persona, secondo le stime, sarà di 144 euro, con una sforbiciata del 6,5 per cento rispetto al già poco florido periodo estivo del 2012. Va da sé che i commercianti sono già pronti a sfoderare i più allettantidegli sconti, quelli che partono dal 40 per cento, tanto per evitare l’ accumulo di invenduto ai primi di agosto, quando la città inizia a spopolarsi per le ferie. «Veniamo – dice Renato Borghi, presidente di Federmodamilano – da una ‘maledetta primavera’, una stagione segnata nel settore moda da un taglio di spesa del 7 per cento in Lombardia. Speriamo che il rito collettivo susciti entusiasmo, almeno nei consumatori stranieri». Ancor più funerea la previsione dell’ associazione dei consumatori Codacons, che ha calcolato in 195 euro la spesa complessiva che una famiglia media milanese si concederà per gli acquisti in saldo; solo 81 euro a testa e, sempre secondo l’ associazione, soltanto il 35 per cento dei potenziali consumatori milanesi si avvarrà degli sconti di fine stagione. Considerando che la flessione di vendite a fine estate segnerà un -9, e che già nel 2012 le vendite erano tracollate del 10 per cento rispetto al 2011, il dato appare sconfortante: in due anni quasi un quinto di incassi in me-no e una massa di costumi e sandali rimasti sugli scaffali delle boutique. Nemmeno il divieto di effettuare vendite promozionali nei 30 giorni antecedenti ai saldi sembra sia servito, anzi. Niente affari prima e niente dopo secondo Confimprese, associazione di un centinaio di aziende, piccole e grandi, che operano anche nell’ abbigliamento e negli accessori, da Yamamay a Bata, da Carpisa ai vestiti per l’ infanzia iDo. Secondo Confimprese «ogni occasione lasciata è persa » e ciò che non è entrato con le mancate promozioni di giugno non si recupererà coi saldi: «Dopo un anno di sperimentazione, che aveva tolto il divieto, la legge regionale che lo ha ripristinato ci ha tolto il 20 per cento di incassi nelle sole due settimane dal 10 al 23 giugno», spiega Mario Resca, che di Confimprese è presidente. Secondo i suoi conti, nel weekend del 29-30 giugno, se le promozioni fossero state consentite, «non si sarebbe perso il 60 per cento degli incassi del settore calzature, il settore che soffre di più in assoluto. Le vendite promozionali pre-saldi cancellate per legge si sono rivelate punitive per tutti, consumatori ecommercianti».(l. f.)© RIPRODUZIONE RISERVATACOMMERCIO Renato Borghi di Federmoda. A sinistra, Mario Resca di Confimprese che riunisce i marchi del franchising e del retailLA SPERANZATuriste durante i saldi: le speranze di risollevare almeno in parte la situazione sono legate agli stranieri.

 

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