Si apre la caccia ai clienti
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fonte:
- Il Tempo
[email protected] n PESCARA È partita la corsa ai saldi, ma gli sconti non basteranno a risollevare le sorti di molte attività commerciali sull’ orlo del collasso, né a incoraggiare la propensione all’ acquisto da parte delle famiglie, alle prese con budget di spesa sempre più esigui. In Abruzzo, secondo il Codacons, il calo delle vendite rispetto ai precedenti saldi del 2012 raggiungerà quota -19%, un dato estremamente negativo se si pensa alle forti riduzioni di spesa effettuate negli anni precedenti dalle famiglie. «I consumatori della regione, a causa della crisi economica in corso e in vista di tempi duri, limiteranno ulteriormente il budget da destinare agli sconti di fine stagione, e acquisteranno solo beni indispensabili e di valore contenuto, al punto che meno della metà delle famiglie potrà permettersi compere durante i saldi, e il valore medio dello scontrino scenderà a 92 euro». Non andrà meglio in Molise, dove tuttavia secondo l’ Adoc ogni famiglia spenderà circa 150 euro. Sono lontani, dunque, i tempi in cui si aspettavano i saldi pe rifarsi il guardaroba e magari concedersi qualche «sfizio», negato in «alta» stagione. Per Adoc Molise i saldi possono rappresentare l’ occasione giusta per recuperare il rapporto fiduciario e di lealtà tra commercianti e consumatori, valorizzare la qualità e ottimizzare i consumi, basati sulla reale utilità abolendo gli sprechi. «Con i saldi in tempo di crisi i commercianti puntino su qualità dei prodotti e prezzi equi – dichiara il presidente Nicola Criscuoli -. La crisi ha reso i consumatori più attenti al momento dell’ acquisto, oggi solo la qualità paga. È stato un anno difficile, le famiglie sono state tartassate e i soldi a disposizione sono limitati, tanto che il budget medio destinato agli acquisti a saldo da parte delle famiglie ammonta a 150 euro. L’ Adoc chiede anche che vengano previsti incentivi ai commercianti da parte degli enti locali. Ovunque i ribassi sfioreanno il 50%, ma c0è da dire che già durante le corse settimane molti negozi hanno praticato sconti, in qualche caso anche del 30%. Confesercenti auspica in una ripresa delle vendite dopo una primavera caratterizzata da acquisti in picchiata. «La crisi dei consumi e la situazione climatica incerta – spiega Lido Legnini, direttore di Confesercenti Chieti- hanno di molto rallentato le vendite primaverili. Contiamo che l’ avvento dei saldi possa far tornare a muovere l’ economia nella nostra zona a vantaggio dei commercianti e di chi acquista. Secondo le indicazioni fornite dal nostro Ufficio studi- aggiunge Legnini- gli sconti saranno importanti e vicini, in alcuni casi, anche al 50%. In tal senso i saldi estivi offriranno una duplice occasione. I clienti potranno usufruire di prezzi davvero stracciati mentre gli esercenti avranno l’ opportunità di smaltire le giacenze di magazzino». Le stime circa l’ importo dello scontrino medio dei consumatori, comunque, sono a ribasso. «Si calcola che lo scontrino, a causa della crisi, si attesterà intorno ai 165 euro a famiglia». Dello stesso avviso Franco Menna, presidente provinciale Confesercenti Chieti. «Alla crisi si aggiunge la concorrenza a volte scorretta degli outlet senza dimenticare le vendite on-line che cominciano, ormai, a prendere sempre più piede. Occorre- afferma Menna – una regolamentazione un po’ più rigida anche per questi settori di vendita altrimenti il commercio tradizionale di qualità sarà sempre penalizzato». Come sempre le associazioni dei consumatori invitano i cittadini a fare attenzione. Dietro quello che potrebbe sembrare, a prima vista, l’ affare del secolo, potrebbe celarsi la solita rimanenza di magazzino, per cui è buona norma controllare attentamente la merce prima di acquistarla. Codacons inviata a conservate sempre lo scontrino: non è vero, avverte, che i capi in saldo non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, perché magari il prodotto è esaurito, il cliente ha diritto alla restituzione dei soldi (non a un buono). ci sono due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.
angela baglioni
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