Al via da oggi i saldi estivi, in tasca 229 euro a famiglia
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
LECCE – I saldi estivi che prendono il via oggi a Lecce, come nel resto della Puglia, non serviranno a riportare il sorriso sulla bocca dei commercianti, molti dei quali, secondo le associazioni di categoria, stremati dalla crisi, ricorreranno a mosse disperate come la vendita sottocosto in modo da acquisire liquidità e onorare i debiti. «Accadrà in molti casi che i prodotti verranno messi in vendita a prezzi addirittura inferiori rispetto a quelli pagati per acquistarli all’ ingrosso», svela il responsabile cittadino di Confesercenti, Roberto Petrelli. L’ ultima frontiera nello scivolamento verso prospettive persino più infauste rispetto a quelle previste fino a qualche mese fa è quella di incassare, anche se ciò significa svendere nell’ accezione più ampia e drammatica del termine. «Gli sconti hanno perso il loro senso originario; non servono più a svuotare il magazzino dalle rimanenze, ma per iniziare a smerciare ciò che il crollo dei consumi ha fatto rimanere sugli scaffali – aggiunge Petrelli – i commercianti venderanno sottocosto pur di incassare e provvedere al pagamento delle bollette, degli affitti e del personale». Sempre che i saldi funzionino da stimolo per gli acquisti. Perché se è vero che le vendite estive rappresentano sempre un momento di richiamo per le famiglie, negli ultimi anni le quote di denaro destinate a questo tipo di acquisto si sono costantemente ridotte in linea con le esigenze di un bilancio familiare condizionato dal calo del reddito disponibile. Confcommercio stima che ogni famiglia spenderà in media 229 euro per l’ acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo. Fioccano, intanto, i consigli per gli acquisti che ogni associazione del commercio e per la tutela dei consumatori declina in un apposito decalogo. A tal proposito valgono le solite regole. Sui cambi della merce, ad esempio, c’ è la discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’ obbligo per il commerciante alla riparazione o alla sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, alla riduzione del prezzo o alla restituzione dei soldi. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi da quando ha scoperto il difetto. Vige discrezionalità del negoziante anche per la prova dei capi. Mentre i negozi che espongono apposito contrassegno sono tenuti ad accettare pagamenti con bancomat e carte di credito. E ancora, è utile ricordare che i capi in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso. La regola aurea è quella di verificare che, per ogni capo, siano indicati il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. Nei settori dell’ abbigliamento e delle calzature, secondo una elaborazione dell’ Ufficio Studi di Confcommercio, su base nazionale il valore dei saldi estivi del 2013 sarà di 3,6 miliardi di euro, contro i 3,7 dello scorso anno, i 4,1 del 2011 ed i 4,2 del 2010. Infine, secondo il Codacons, in Puglia, durante i saldi estivi, il valore medio dello scontrino per famiglia sarà di 88 euro.
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