6 Luglio 2013

Le famiglie tirano la cinghia anche sui saldi

Le famiglie tirano la cinghia anche sui saldi

 

scritta saldi sulla vetrina di un negozio Roma. Quest’ anno, la stagione dei saldi ha avuto anticipi e ritardi. I clienti più fedeli hanno ricevuto inviti a domicilio, mentre altri guardavano le vetrine, con la speranza di un mutamento notturno dei cartellini dei prezzi. Le svendite da sempre costituiscono un forte richiamo per famiglie e turisti a caccia di qualche buon affare, soprattutto quando gli sconti si preannunciano consistenti fin dall’ inizio, come nel caso di quest’ anno. La crisi però ha ristretto e non di poco il budget destinato allo scopo. L’ inizio del grande mercato estivo è stato accompagnato da previsioni opposte. Da una parte, è prevista una spesa media pro-capite di 70 euro, ma le cifre passano da 150 a 70 euro, mentre non mancano numeri a metà strada. I commercianti non partono sconfitti, anzi indicano la cifra media per famiglia intorno a 150 euro. Il pessimismo guida i consumatori e in particolare il Codacons, che vede un nuovo calo degli acquisti del 22% e ne faranno le spese i negozi di periferia. Solo il 45% delle famiglie italiane potrà permettersi acquisti nel periodo di fine stagione. Come ha spiegato il presidente di Confesercenti, Walter Giammaria, la fotografia del settore è quella di un complesso di imprese allo stremo, dopo un anno orribile come il 2012. I commercianti sperano nel 2013 ma non si fanno illusioni. In questo clima, abbondano solamente i consigli: confrontare i prezzi, diffidare dei prezzi “gonfiati” e degli sconti troppo alti che potrebbero nascondere truffe. E infine il tasso di sconto che per essere reale non dovrebbe superare il 50%. Comunque il vero problema è costituito dall’ immutato potere d’ acquisto delle famiglie e dalla necessità dei commercianti di conservare margini sempre più esigui di guadagno, per evitare la chiusura. A non credere ai saldi sono però le associazioni dei consumatori. Il Codacons, che rappresenta la centrale del pessimismo, prevede che la spesa delle famiglie durante i saldi non supererà i 70 euro. Gli stessi centri commerciali dovrebbero subire un calo del 12%. Secondo le stime dell’ Ufficio studi di Confcommercio, la famiglia italiana spenderà in media 229 euro – meno di 100 euro a teta – per comprare vestiario, scarpe e accessori per un valore complessivo di 3,6 miliardi di euro. Un budget che ha subito in questi anni una progressiva eroione: 103 euro per l’ acquisto medio a testas nel 2012, sceso dai 114 euro del 2011, sempre secondo i dati di Confcommercio. Crescono invece le famiglie che scelgono questa opportunità per dedicarsi agli acquisti: erano 14,9 milioni nel 2010, sono 15,7 milioni quest’ anno. Comunque anche i pessimisti fanno leva sull’ euforia che accompagna i saldi come fattore psicologico, all’ inizio della stagione delle vacanze. Paolo R. Andreoli 06/07/2013.

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