Le famiglie tirano la cinghia anche sui saldi
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fonte:
- La Sicilia web
scritta saldi sulla vetrina di un negozio Roma. Quest’ anno, la stagione dei saldi ha avuto anticipi e ritardi. I clienti più fedeli hanno ricevuto inviti a domicilio, mentre altri guardavano le vetrine, con la speranza di un mutamento notturno dei cartellini dei prezzi. Le svendite da sempre costituiscono un forte richiamo per famiglie e turisti a caccia di qualche buon affare, soprattutto quando gli sconti si preannunciano consistenti fin dall’ inizio, come nel caso di quest’ anno. La crisi però ha ristretto e non di poco il budget destinato allo scopo. L’ inizio del grande mercato estivo è stato accompagnato da previsioni opposte. Da una parte, è prevista una spesa media pro-capite di 70 euro, ma le cifre passano da 150 a 70 euro, mentre non mancano numeri a metà strada. I commercianti non partono sconfitti, anzi indicano la cifra media per famiglia intorno a 150 euro. Il pessimismo guida i consumatori e in particolare il Codacons, che vede un nuovo calo degli acquisti del 22% e ne faranno le spese i negozi di periferia. Solo il 45% delle famiglie italiane potrà permettersi acquisti nel periodo di fine stagione. Come ha spiegato il presidente di Confesercenti, Walter Giammaria, la fotografia del settore è quella di un complesso di imprese allo stremo, dopo un anno orribile come il 2012. I commercianti sperano nel 2013 ma non si fanno illusioni. In questo clima, abbondano solamente i consigli: confrontare i prezzi, diffidare dei prezzi “gonfiati” e degli sconti troppo alti che potrebbero nascondere truffe. E infine il tasso di sconto che per essere reale non dovrebbe superare il 50%. Comunque il vero problema è costituito dall’ immutato potere d’ acquisto delle famiglie e dalla necessità dei commercianti di conservare margini sempre più esigui di guadagno, per evitare la chiusura. A non credere ai saldi sono però le associazioni dei consumatori. Il Codacons, che rappresenta la centrale del pessimismo, prevede che la spesa delle famiglie durante i saldi non supererà i 70 euro. Gli stessi centri commerciali dovrebbero subire un calo del 12%. Secondo le stime dell’ Ufficio studi di Confcommercio, la famiglia italiana spenderà in media 229 euro – meno di 100 euro a teta – per comprare vestiario, scarpe e accessori per un valore complessivo di 3,6 miliardi di euro. Un budget che ha subito in questi anni una progressiva eroione: 103 euro per l’ acquisto medio a testas nel 2012, sceso dai 114 euro del 2011, sempre secondo i dati di Confcommercio. Crescono invece le famiglie che scelgono questa opportunità per dedicarsi agli acquisti: erano 14,9 milioni nel 2010, sono 15,7 milioni quest’ anno. Comunque anche i pessimisti fanno leva sull’ euforia che accompagna i saldi come fattore psicologico, all’ inizio della stagione delle vacanze. Paolo R. Andreoli 06/07/2013.
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