7 Luglio 2013

Partiti i saldi, il budget non supererà i 150 euro

Partiti i saldi, il budget non supererà i 150 euro

 

Guardano i prezzi, analizzano per bene il capo che interessa, ci pensano su non dieci ma cento volte. E poi, magari, escono senza aver fatto compere, ripromettendosi di tornare un’ altra volta, dopo aver soppesato per bene l’ opportunità dell’ acquisto. È questa la scena che si è vista anche a Gorizia ieri mattina, in occasione dell’ avvio dei saldi culminata con la Notte bianca, di cui parleremo pià diffusamente domani. Le famiglie hanno pochi soldi in tasca e non lo scopriamo certamente oggi e questo le rende più attente e guardinghe al momento dell’ acquisto. Interessante un’ annotazione dell’ Associazione per la difesa e l’ orientamento dei consumatori (Adoc) guidata dal presidente provinciale Ugo Previti. Secondo l’ Assoconsumatori, la crisi ha reso i consumatori più attenti al momento dell’ acquisto e oggi solo la qualità paga. «Questa prima parte dell’ anno è stata molto difficile, le famiglie – le parole di Previti – sono state tartassate e i soldi a disposizione sono limitati, tanto che il budget medio destinato agli acquisti a saldo da parte delle famiglie ammonta a 150 euro». Trattandosi di una media, ci sarà chi spende anche di più ma non mancheranno coloro che non potranno neppure sfruttare i ribassi perché i soldi non ce li hanno. Sempre secondo l’ Adoc, per questa campagna di saldi conviene, anche agli stessi commercianti, puntare sulla qualità dei prodotti e sulla bontà delle offerte. Solo in questo caso si potrebbe verificare un auspicabile aumento delle vendite, pari al 5-10 per cento, che gioverebbe enormemente alla ripresa economica. Secondo una ricerca nazionale, crescono in tutta Italia le famiglie che scelgono questa opportunità per dedicarsi agli acquisti: erano 14,9 milioni nel 2010, sono 15,7 milioni quest’ anno. A non credere ai saldi sono però le altre associazioni dei consumatori. Per il Codacons, ci sarà un crollo del 22% sul 2012 (che era già andato male), con una spesa che non supererà i 70 euro a testa. La stretta della cinghia non risparmierà neppure i centri commerciali (vendite giù del 12%). Sovrastimate le previsioni della Confcommercio anche per Federconsumatori e Adusbef che prevedono un calo, anche se più contenuto, dell’ 8-9%: solo una famiglia su tre acquisterà a saldo, con una spesa di circa 117 euro a nucleo, con un giro di affari complessivo che non raggiungerà il miliardo (936 milioni). (fra.fa.)

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this