Saldi,partenza lenta ma senza il temuto flop
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fonte:
- Il Gazzettino
ROMA – Gli italiani non snobbano i saldi, ma l’ attenzione al portafoglio è sempre più forte e così alla fine lo scontrino alla cassa è più leggero di quello dell’ anno scorso. Sembra essere questa la tendenza delle svendite estive 2013, cominciate oggi praticamente in tutt’ Italia. Secondo un sondaggio «la crisi si sente», con una maggiore attenzione al prezzo e un calo del 10% dello scontrino medio. In particolare, si comprano capi il cui acquisto era stato posticipato questa primavera, come le scarpe, e prodotti low-cost, puntando all’ acquisto utile. Si cercano anche le marche note, ma solo se il prezzo finale, dopo lo sconto, è comunque contenuto al di sotto dei 100-150 euro. Faticano le vendite di capi dalla fascia di prezzo «premium». L’ impressione delle prime ore di saldi nelle principali città, dunque, non è del tutto negativa, ma laddove le svendite sono cominciate già da qualche giorno, come a Napoli, la situazione è ben più critica. «Il commercio nel napoletano soffre, anche con i saldi», sottolinea il presidente provinciale di Confcommercio, Pietro Russo, cui fa eco il collega di Confesercenti, Vincenzo Schiavo, secondo cui «c’ è una crisi di liquidità». La stagione dei saldi, anche in Veneto, è partita in modo soft senza grandi code per non parlare di arrembaggi, a causa della crisi ma anche del sole che ha spinto la gente al mare o in montagna. A spingere la gente ad andar per negozi ci sono le numerose aperture fino a mezzanotte e le notti bianche organizzate sia nelle città principali che nelle località minori. Nel pomeriggio attrazioni e giochi per i bambini più piccoli un po’ ovunque, mentre per la sera sono stati messi in pista artisti da strada, complessini musicali e attori per mini spettacoli di cabaret. Da parte dei commercianti è stato studiato di tutto nel tentativo di far tirare tardi la gente nelle principali piazze e là dove si concentrano i negozi nel tentativo di invogliare all’ acquisto. Il tutto in un duello – dicono nelle botteghe – sempre più serrato, con la grande distribuzione che va ad incidere negativamente sugli sforzi e la buona volontà dei dettaglianti nel servire la clientela e difendere la propria attività. Adusbef e Federconsumatori calcolano che la spesa, alla fine del periodo di sconti, sarà di appena «117 euro a famiglia», con le vendite che già ieri avrebbero evidenziato un calo dell’ 8-9%. Ancora più pessimista il Codacons, secondo cui la riduzione media delle vendite è stata compresa tra il 12% e il 17% nelle principali città italiane. Siamo ben lontani, insomma, dalle previsioni diffuse dalla Confcommercio: spesa media di 229 euro a famiglia, quindi meno di 100 euro a testa, per un valore complessivo di 3,6 miliardi.
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