7 Luglio 2013

I saldi partono con il rallentatore, aiutino dagli stranieri

I saldi partono con il rallentatore, aiutino dagli stranieri

 

I saldi sono partiti con il rallentatore. Per il Codacons, che ha cominciato a monitorare la situazione dall’ apertura dei negozi, c’ è una diminuzione sensibile del numero di coloro che sono a caccia d’ affari nelle vie dello shopping e nei centri commerciali. I sotto-prezzi non riescono ad attirano i consumatori preoccupati dalle scarse disponibilità economiche a causa dele imposte. «Quantitativamente – afferma il Codacons – le riduzioni nelle vendite rispetto agli sconti estivi del 2012 variano nelle principali città dal 12% al 17%: colpiti dal calo degli acquisti operato dai consumatori soprattutto i piccoli negozi e le periferie, mentre le boutique d’ alta moda tengono il passo rispetto agli anni passati, grazie soprattutto ai turisti stranieri, che risultano i più propensi a fare compere nel nostro Paese». I cittadini che ieri hanno scelto di andare per saldi, si sono limitati quindi ad osservare le vetrine e, rispetto agli anni passati, «valutano con maggiore attenzione i propri acquisti» spiega il presidente Codacons Carlo Rienzi. «Il budget da dedicare agli sconti di fine stagione si è praticamente dimezzato rispetto a pochi anni fa, con la conseguenza che oggi si compra solo ciò che si ritiene indispensabile o ci si limita ad acquisti di valore ridotto, come dimostrano i dati negativi che abbiamo registrato nella prima giornata di saldi». Diversa la rilevazione della Fismo-Confesercenti. Secondo un’ indagine a Roma, Milano e Firenze il numero delle vendite a prezzi scontati «è sui livelli dello scorso anno, ma lo scontrino medio è sceso del 10%. Insomma, se la ripresa non c’ è stata, non c’ è stato neanche il temuto flop, grazie anche, fanno notare gli esperti, agli stranieri. «L’ afflusso di clienti durante la mattinata è stato sostanzialmente simile a quello dello scorso anno». Per la Fismo-Confesercenti la crisi, però, «si sente: i clienti quest’ anno sono molto più attenti al prezzo e mostrano la tendenza ad acquisti più ragionati. Si comprano capi il cui acquisto era stato posticipato questa primavera, come le scarpe, e prodotti low-cost, puntando all’ acquisto utile». Si cercano anche le marche note, ma solo se il prezzo finale, dopo lo sconto, è comunque contenuto al di sotto dei 100-150 euro. Faticano le vendite di capi dalla fascia di prezzo «premium». A Roma si registra la tenuta dei negozi monomarca e le vendite di prodotti di fascia bassa. File si sono registrate solo davanti ai negozi specializzati in unico brand, composte principalmente da turisti. A soffrire di più, per ora, sono i prodotti di fascia alta. I clienti cercano comunque il brand e la qualità, ma il prezzo finale, dopo gli sconti, deve essere accessibili, compreso tra i 100 e i 150 euro.

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