Se luce e gas ti fregano il contratto si cambia così
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fonte:
- La Stampa
Ci sono lettori che telefonano o mandano e-mail per dire: «Ho cambiato gestore della luce o del gas perché speravo di trovare condizioni migliori nel libero mercato, e invece è stata una delusione. Pago di più, mi caricano delle voci extra e non mi spiegano perché. Non capisco che cosa c’ è scritto in bolletta. Gli uffici e il call center dalla nuova compagnia sono peggio di quelli della precedente». Addirittura, c’ è ci sono lettori che scorrono con sguardo poco meno che trasognato gli aggiornamenti tariffari dell’ elettricità e del metano che pubblichiamo sulla Stampa ogni tre mesi: si tratta dei prezzi che fissano le condizioni «di maggior tutela» che l’ Autorità dell’ energia garantisce a tutti gli utenti, come condizioni minime; se sul mercato libero si trova di meglio, evviva, ma da qualunque operatore il cliente ha diritto a condizioni non peggiori di quelle. Il problema è che il nuovo contratto può rivelarsi una trappola: ti ficcano nelle sabbie mobili e non riesci a uscirne, gli uffici e i call center fanno gli gnorri o minacciano di farti pagare delle penali se te ne vai. Tutto questo è contro le regole. Ma come se ne esce?Fermo restando che si può ricorrere alle strutture locali delle associazioni di consumatori e utenti come Adusbef, Codacons, Federconsumatori eccetera, c’ è un presidio nazionale a tutela del cliente bistrattato dalle compagnie della luce e del gas (e anche dell’ acqua) ed è l’ Autorità di settore, che ha anche un numero verde a cui segnalare le ingiustizie. Ma può bastare anche il fai-da-te. Ecco un piccolo vademecum.Spiega una funzionaria dell’ Authority: «Se un cliente si trova sul mercato libero, cioè ha cambiato venditore rispetto a quello “storico”, che aveva quando è stato liberalizzato il mercato domestico dell’ energia elettrica nel 2007, ma adesso non è più soddisfatto della soluzione commerciale alla quale ha aderito, ha tre possibilità:1) Cambiare tipo di contratto commerciale, restando con lo stesso fornitore. Per farlo, ovviamente deve rivolgersi al fornitore. 2)Cambiare ulteriormente venditore sul mercato libero. In questo caso sarà il nuovo venditore a gestire tutta la procedura. Senza penali.3)Tornare sul mercato tutelato (servizio di maggior tutela) dove è l’ Autorità che aggiorna le condizioni di fornitura ogni tre mesi. In questo caso, il cliente deve fare richiesta al suo fornitore “storico”, ovvero quello che aveva all’ epoca della liberalizzazione. Sarà il fornitore storico a prendere contatto con il suo attuale venditore e fare il cambio».Per avere altre informazioni su come avviene la procedura, su come fare, ci si può rivolgere allo Sportello per il consumatore di energia promosso dall’ Autorità e disponibile al numero verde 800.166.654 attivo dalle 8 alle 18 di tutti i giorni feriali.Oppure, si può andare sul sito dell’ Autorità www.autorita.energia.it (NB, «autorita» senza accento) e consultare l’ Atlante dei diritti del consumatore alle voci contratti, recesso eccetera. E fra i diversi strumenti disponibili per confrontare le offerte, l’ Autorità ha attivato il Trova-offerte, consultabile sul suo sito.
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