Lipari, il depuratore contestato approda in Consiglio comunale
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fonte:
- Giornale di Sicilia
Il depuratore da 30 milioni di euro contestato domani all’ esame del consiglio comunale. Il “vecchio” è ubicato in pieno centro urbano, ma è mal funzionante ed è ancora sotto sequestro ad opera dell’ autorità giudiziaria. Il nuovo impianto sorgerà a Canneto Dentro, ma la localizzazione è fortemente contestata dagli abitanti di Pirrera e dintorni che hanno preannunciato “l’ invasione” dell’ aula consiliare. Sostengono che si “snaturerànno le località ancora incontaminate dell’ isola: Serra e per l’ appunto Pirrera”. I cittadini per protestare parteciperanno in massa alla riunione del civico consesso. “Quello che è strano – dicono – è che prima il centrosinistra, quando era all’ opposizione contestava l’ opera a Canneto Dentro che voleva realizzare la giunta del centro destra. Ora che ci sono loro, si sono calati nell’ indicazione del commissario per l’ emergenza idrica e fognaria Luigi Pelaggi, nominato dal ministero dell’ ambiente. La stessa cosa sta accadendo per la realizzazione del mega porto turistico da 70 milioni di euro ad opera di privati”. Il sindaco Marco Giorgianni ha puntualizzato “ormai tutte le competenze sono del commissario Pelaggi, noi possiamo fare ben poco…”. “In precedenza- ha ricordato Salvatore Agrip del comitato di protesta che si è anche appellato al tar con il Codacons di Messina -era stato fatto un valido progetto che prevedeva il depuratore a Pignataro, dove peraltro è stato previsto dal piano regolatore. L’ impianto è stato progettato in un tunnel senza effettuare nessun esproprio (almeno a privati), con un impatto ambientale quasi nullo. La progettazione prevede che le acque depurate non vengono buttate a mare, ma immesse in una nuova e secondare te idrica (da realizzarsi con gli stessi fondi) per irrigare i giardini e le campagne dell’ isola. La cosa più strategica di questa locazione è che tale impianto si troverebbe a livello del mare, in modo da avere l’ adduzione dei reflui fognari quasi esclusivamente per caduta e non ci sarebbe bisogno di grosse vasche di raccolta e con un limitato pompaggio dei reflui si avrebbe anche il beneficio di un considerevole risparmio energetico”. La nuova localizzazione è contestata, perché sarebbe dentro una valle e nella parte sovrastante ci sono i loro abitati. Si prevede uno sbancamento del costone lato nord con un quantitativo di 95.000 metri cubi di materiale di risulta che dovrebbe essere portato nella vecchia discarica dei rifiuti. non ancora bonificata a Lami.
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