5 Luglio 2013

CONSUMI: ISTAT, GOVERNO RIDUCA SPESE OBBLIGATE

 CONSUMI: ISTAT, GOVERNO RIDUCA SPESE OBBLIGATE

(AGENPARL) – Roma, 05 lug – Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2012 la spesa media mensile per famiglia è stata pari a 2.419 euro, 69 euro in meno rispetto all’anno precedente quando era pari a 2.488 euro, 828 euro su base annua. Scende anche la spesa alimentare che passa da 477 a 468 euro, 108 euro in meno su base annua. Per il Codacons si tratta di dati drammatici, considerato che i dati incorporano anche la dinamica dei prezzi e che nel 2012 l’inflazione era al 3%, 2,5% per i prodotti alimentari. Per l’associazione di consumatori è la dimostrazione che la crisi attuale è una crisi di consumi e che se gli italiani devono ridurre gli acquisti di cibo, spesa obbligata per eccellenza, non si possono certo permettere di acquistare elettrodomestici solo perché ci sono incentivi da spalmare nel corso dei prossimi 10 anni. Se il 62,3% degli italiani nel 2012 è stata costretta a ridurre la qualità e/o la quantità dei generi alimentari acquistati, come attesta oggi l’Istat, il Governo invece di pensare agli incentivi per assumere o acquistare lavatrici farebbe meglio a concentrarsi su come ridare capacità di spesa alle famiglie, altrimenti resteremo bloccati nel tunnel della crisi. Per il Codacons, infatti, il vero problema dell’Italia, come dimostrano i dati di oggi, è che gli stipendi e le pensioni non bastano più per far fronte a tutte le spese obbligate e che le politiche di questi anni di bloccare le loro rivalutazioni indicizzando invece tutte queste spese fisse, hanno mandato definitivamente in tilt bilanci delle famiglie. Ecco perché è fondamentale bloccare almeno fino al 2015 non solo l’Iva o la Tares, ma anche tutti gli aumenti già previsti e fissati per legge, dal canone Rai ai pedaggi autostradali. Inoltre il Governo dovrebbe intervenire su banche, assicurazioni, compagnie petrolifere, telefoniche ecc. ecc. facendo in modo che famiglie ed imprese non abbiano i mutui, l’rc auto, i carburanti, la luce, il gas ed i telefoni più cari d’Europa.

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