Saldi, è sfida sulle regole Gli affari rischiano il flop
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
LECCE – Da una parte la Confesercenti, dall’ altra il Codacons. Commercianti e consumatori si sfidano sulle regole da adottare per evitare che i saldi estivi, il cui via è previsto per sabato 6 luglio anche a Lecce, si trasformino in una «caporetto» per lo shopping e per i cittadini. Una sfida alla crisi, anche nel segno del rispetto delle regole. Che purtroppo non sono mai rispettate del tutto, anche quest’ anno. Un esempio? Confesercenti ha diffuso un decalogo e la prima norma recita: «Attendere il periodo ufficiali dei saldi». Da giorni i commercianti con sms, mail e web hanno avvertito i clienti «fidelizzati» che gli sconti sono già iniziati. Domanda: perchè non liberalizzare i saldi estivi se negozianti e acquirenti non rispettano le regole basilari? Il business Detto questo, secondo il Codacons i saldi estivi 2013 avranno un calo di vendite del 21 per cento rispetto allo scorso anno. Il valore medio dello scontrino scenderà a 88 euro. La crisi non risparmierà i «portafogli» delle famiglie, i consumi saranno ancora ridotti. Ma l’ associazione dei consumatori vuol ugualmente tutelare i cittadini. E nel decalogo diffuso in questi giorni mette in evidenza delle regole chiare per evitare truffe e raggiri. In primo luogo gli acquirenti devono sempre conservare lo scontrino. Dice il Codacons: «Non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile (perché il prodotto è finito), si ha diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Due mesi di tempo (non 7 o 8 giorni), per denunciare il difetto». Inoltre le vendite devono essere realmente di fine stagione. «I clienti stiano alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli», aggiunge l’ associazione dei consumatori. Terzo punto: girare nei negozi senza fermarsi al primo che si trova. Secondo il Codacons, i clienti devono avere «le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio, per risultare meno influenzabili dal negoziante e non correre il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si ha alcun bisogno e che non userete mai». E poi: diffidare degli sconti superiori al 50% (spesso nascondono merce non proprio nuova o prezzi gonfiati), servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità; non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato; diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati; pagare con bancomat e carte di credito se c’ è l’ adesivo in vetrina e chiamare i vigili urbani in caso di rischio-fregature. I buoni affari E i commercianti? Le dieci regole di Confesercenti sono chiare: attendere il periodo ufficiale dei saldi; evidenziare l’ oscillazione dello sconto praticato (es. dal 20% al 50%); non esibire sconti generici riferiti poi soltanto ad alcuni articoli; separare in modo chiaro le merci offerte a prezzi di saldo da quelle poste in vendita alle condizioni normali; evidenziare il prezzo originario e quello scontato dei prodotti posti in saldo; accettare pagamenti con pagobancomat e carte di credito; rendere visibile l’ interno del negozio; rendersi disponibili a sostituire la merce anche se acquistata nel periodo dei saldi; effettuare le riparazioni, se richieste dal cliente ed usare la massima cortesia. Spiegano dalla Confesercenti: «Intendiamo rafforzare il rapporto di fiducia tra operatori e consumatori, quanto mai necessaria in un momento di crisi come quello attuale e in un periodo che è stato sempre delicato, come quello appunto dei saldi, caratterizzato dalle aspettative dei consumatori di fare acquisti favorevoli e quelle dei commercianti di recuperare eventuali cali di vendita». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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