Zocca, altri guai per il caso oneri: c’ è un ricorso ?eccellente’ al Tar
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fonte:
- Modena Qui
ZOCCA – Zocca deve ancora fare i conti con il tristemente famoso caso oneri, l’ ammanco da 1,4 milioni per cui Sergio Leonelli, fratello dell’ ex sindaco Carlo ma soprattutto responsabile dell’ Ufficio tecnico per un decennio (1998-2008), ha patteggiato nel novembre 2009 cinque anni di pena ridotti a due (con l’ indulto Mastella) e ancora da scontare. E sono conti dolorosi, che adesso parlano di un ricorso al Tar con tutto quello che ne consegue. A presentarlo è l’ ex vicesindaco Francesco Bagnaroli insieme alla moglie, per la complessa vicenda urbanistica relativa alla realizzazione di un ricovero di attrezzi agricoli al posto di una vecchia struttura nella zona di Montequestiolo, una delle tante pratiche edilizie (risale al 2006) dell’ era Leonelli per le quali è stato accertato il mancato introito nella casse comunali, per cui è scattata la reistruttoria finalizzata a valutarne la conformità urbanistico-edilizia nonché la correttezza del calcolo dei contributi. Esame nel corso del quale il Comune ha rilevato a suo giudizio «una sostanziale difformità agli strumenti urbanistici comunali e sovracomunali». E non andava bene neanche il calcolo del contributo versato all’ epoca, «che risulterebbe erroneamente determinato in 5.311 euro», mentre «correttamente riconteggiato risulta essere pari a 1.127 euro». I soldi dell’ epoca, com’ è noto, il Comune non li ha mai introitati, per cui adesso chiede di ripagare, fortunatamente in questo caso una somma molto minore. Bagnaroli è tra quelli che hanno deciso di farlo, altri si sono opposti e hanno scelto la via giudiziaria. Ma anche lui si è trovato poi ad andare dall’ avvocato per l’ altro aspetto della vicenda, perché le difformità riscontrate hanno condotto il Comune ad annullare in autotutela il permesso di costruire, la licenza insomma, annullamento diventato effettivo l’ 11 aprile scorso «non essendo stati prodotti da parte della proprietà elementi utili alla definizione di diversa determinazione». Ed è qui che Bagnaroli è andato al Tar, impugnando l’ annullamento. «Atto dovuto – spiega – perché so di avere agito in totale correttezza: ho gli atti in mano». Dall’ altra parte, risulta altrettanto dovuta la resistenza al ricorso, presentato contro il Comune, l’ architetto Serena Bergamini (responsabile dell’ Ufficio istituito ad hoc per la patata bollente delle vecchie pratiche), la ragioniera Rita Toschi (istruttore dello stesso servizio) e ovviamente lui, Sergio Leonelli, in qualità di ex responsabile dell’ Edilizia. Ecco dunque che sabato scorso la giunta ha reclutato i suoi, di avvocati. Per il Comune, la scelta di Giorgio Fregni è stata naturale, visto che la vicenda oneri la conosce bene perché ha già difeso e sta tuttora difendendo l’ ente (il Comune, non certo Leonelli) nell’ ambito del ricorso contro i pagamenti bis promosso dal Codacons. Poi è stato necessario attribuire un legale a testa agli altri due funzionari chiamati in causa: per la Bergamini è stato scelto di comune accordo l’ avvocato Maura Goletto, altra specialista in materia, mentre per la Toschi è stato individuato l’ avvocato Giovanni Barozzi Reggiani, anche lui di Modena. Niente, comprensibilmente, per l’ ex dipendente Leonelli. Con 2mila euro per avvocato, fanno 6mila per ora, che il Comune, con i chiari di luna che ha, avrebbe volentieri risparmiato, calcolando che poi siamo solo all’ inizio dell’ iter. Ma inesorabilmente, si continua a pagare per il passato. nDaniele Montanari.
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