Rc auto, compagnie al contrattacco «Nessun aumento, i premi calano»
MILANO RC AUTO nella bufera. Premi in calo, dicono gli assicuratori. In aumento, dice l’ Istituto di vigilanza sulle assicurazioni insieme all’ Antitrust. Vero è che oltre 3 milioni di auto hanno circolato nel 2012 senza copertura assicurativa. A parte questo punto, i dati forniti dalle due parti sono nettamente in contraddizione. Per l’ Ania la raccolta premi è in calo: nel 2012 è scesa del 4,6% a 108 miliardi, dopo il -11,9% del 2011. In flessione, si legge nella relazione annuale dell’ Ania resa pubblica ieri, sia il comparto danni (-2,8%), sia quello vita (-5,5%). Per il 2013 è invece atteso un andamento in rialzo dei premi, che dovrebbero salire a 114 miliardi (+8,8%). NELL’ ANNO passato, ha sottolineato comunque il presidente dell’ associazione Aldo Minucci, il settore ha chiuso con un utile di 5,8 miliardi, dopo il rosso di 4,4 miliardi del biennio precedente. Per l’ Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, invece, l’ incremento del costo medio riferito al 2012 è pari a quasi il 60% cumulato dal 2000 e a oltre il 20% dal 2009. Salvatore Rossi, presidente dell’ Ivass, ha registrato aumenti a due cifre per alcune categorie di automobilisti e l’ aggravamento del divario tra nord e sud Italia. L’ Antitrust, da parte sua, ha segnalato come il premio medio in Italia sia più del doppio di quello pagato in Francia e Portogallo, e superi quello tedesco dell’ 80% e quello olandese del 70%. L’ ANIA punta il dito sul carico fiscale. Nella relazione si mette in evidenza che sulla Rc auto si applica un’ aliquota complessiva pari al 25,5%, che mantiene l’ Italia al top fra i Paesi con la maggiore fiscalità, con la sola Francia davanti fra i ?big’. Pesano, in particolare, le delibere a livello locale delle singole province. MA IL PRESIDENTE del Codacons non ci sta: Carlo Rienzi ha chiesto all’ Ania di aprire le porte ai consumatori e di far vedere i dati sugli aumenti delle tariffe dal 1994 ad oggi, «spiegando una volta per tutte perché gli automobilisti italiani risultano essere i più tartassati del mondo sul fronte assicurativo». Il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, punta a una tabella unica per la quantificazione del danno biologico, premessa per un calo delle tariffe. Elena Comelli.
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