SANITA’: CODACONS, INDENNIZZI A MEDICI SPECIALIZZATI E.ROMAGNA
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fonte:
- AGI
(AGI) – Bologna, 28 giu. – Con una cerimonia con tanto di foto all’Auditorium Enzo Biagi in Sala Borsa, a Bologna, si e’ chiusa la spinosa questione dei medici specializzati dell’Emilia Romagna portata in tribunale dal Codacons, con i giudici che hanno riconosciuto i diritti dei camici bianchi e lo Stato condannato a pagare i compensi finora mai corrisposti. La Banca d’Italia, spiega il Codacons, ha versato ai camici bianchi i compensi da questi mai percepiti per gli anni di specializzazione, in ottemperanza alle sentenze ottenute in tribunale dal Codacons per conto di 352 medici residenti in regione che hanno scelto di essere difesi dall’associazione. In sala, medici contenti del risultato ottenuto, anche se in alcuni casi sono passati 20 anni dal momento della specializzazione. “Sicuramente si’ – commenta Leonardo Graziano, medico al pronto soccorso di Ferrara, che riceve un indennizzo per 5 anni pari a 36.000 euro lordi degli oneri da versare all’associazione che ha seguito la pratica – perche’ almeno viene riconosciuto un principio che era stato sancito a suo tempo. Spero che certe problematiche non vengano piu’ fuori, che alle nuove generazioni di specializzandi venga riconosciuto cio’ che gli spetta e gli venga dato. Noi abbiamo rappresentato quel periodo di passaggio che va dall’88 al 94/95 dove c’era un ordinamento intermedio: veniva richiesta la frequenza dei reparti con un certo numero di ore, pero’ non veniva riconosciuta la remunerazione, soprattutto non veniva riconosciuta la possibilita’ di lavorare almeno un minimo per poteti mantenere”. Oggi, dopo l’azione collettiva intrapresa col Codacons, e’ stata riconosciuta una indennita’ proporzionata agli anni di specialita’. In sala anche Concetta Stornante, psichiatra libera professionsita, dopo aver lavorare per le Ausl di Ferrara e di Ravenna. “Ognuno di noi ha avuto la sua parte – spiega Stornante – ed e’ solo una parte di quella che dovrebbe essere la somma. Sono contenta, anche se non ci speravo molto: lo Stato aveva come dire sposato la normativa Cee ma non l’aveva onorata: mi sono trovata molto bene con l’associazione, l’ho consigliata a tutti i colleghi ma credo per una questione di sfiducia, non so, molti continuano a non voler intraprendere la via del ricorso. C’e’ un po’ di scoraggiamento e forse anche un po’ di noncuranza”.In favore di questi medici, spiega il Codacons, e’ arrivata proprio in questi giorni la decisione della Corte d’Appello di Roma (Sezione I, Presidente Bochicchio, Relatore Reali) che non solo ha rigettato il ricorso presentato dallo Stato, ma ha anche aumentato il valore del risarcimento per i camici bianchi, ordinando di pagare a tali medici altri 4.400 euro per ciascun anno del corso di specializzazione frequentato: somme che si vanno cosi’ ad aggiungere ai 6.713 euro di indennizzo gia’ disposti in primo grado. I medici dell’Emilia Romagna, continua il Codacons, hanno ritirato la cifra complessiva di 14 milioni di euro, cui dovranno aggiungersi nelle prossime settimane altri 9 milioni di euro circa derivanti dalla sentenza della Corte d’Appello. Un traguardo ottenuto con una battaglia legale durata anni. “Lo stato una volta tanto paga i debiti – commenta il presidente nazionale Codacons, Carlo Rienzi, presente alla cerimonia – seppure dopo 25 anni, ma insomma li paga. Noi siamo molto contenti, molto soddisfatti: moltissimi medici qui presenti sono proprio di Bologna, dell’Emilia: e’ stato un grosso successo”. Ci sono ancora altre migliaia di medici specializzati di tutta Italia che potrebbero ottenere questi risarcimenti. “Sono ancora 120.000 ancora quelli che possono fare causa allo stato – conclude Rienzi – stiamo organizzando una nuova azione, fino a luglio si puo’ aderire”. (AGI) Ari
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