Al Sant’ Antonio nessuna protesi tossica Il primario: «I pazienti stiano tranquilli»
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fonte:
- Corriere del Veneto
PADOVA – L’ ospedale Sant’ Antonio non impiega protesi d’ anca difettose, come quella sequestrata martedì scorso nell’ ospedale padovano dai Nas e trasmessa alla procura di Torino, che indaga sui modelli commercializzati dall’ azienda americana DePuy. A sottolinearlo è Sergio Candiotto, primario del reparto di Ortopedia e Traumatologia del nosocomio di via Facciolati, che vuole tranquillizzare sia gli utenti in lista d’ attesa che quelli già operati: «Quella prelevata è una protesi espiantata a un paziente vicentino, sterilizzata e conservata in uno scatolone per motivi puramente scientifici – spiega -. Dirigo questo reparto da cinque anni, impiantiamo circa 500 protesi all’ anno e non abbiamo mai adoperato quelle sequestrate dai Nas, con accoppiamento metallo-metallo e teste di grande diametro: noi usiamo quelle in ceramica-ceramica o titanio-ceramica, più costose ma anche più sicure e accreditate a livello internazionale, perché il nostro organismo reagisce meglio a questo tipo di materiali. Chi è stato operato al Sant’ Antonio, insomma, non ha una protesi difettosa, e anche chi è in attesa di un impianto non ha nulla da temere». L’ inchiesta della procura di Torino, coordinata dal pm piemontese Raffaele Guariniello, è scattata dopo una segnalazione del Codacons, che denunciava difetti strutturali nelle protesi e tracce di sostanze tossiche nel sangue dei pazienti sottoposti al loro impianto.
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