16 Giugno 2013

La festa, il rombo, i colori Le Harley padrone della città (tra incidenti e furti)

La festa, il rombo, i colori Le Harley padrone della città (tra incidenti e furti)

L’ aria satura di tuoni metallici. Caschi, baffi e giubbotti in pelle comparsi a ogni angolo. Vibrano pareti e monumenti. Vibra la Città Eterna sotto l’ onda d’ urto delle Harley Davidson. Una comunità, una famiglia allargata, unita nel mondo dall’ amore per la due ruote entrata nel mito. Un compleanno indimenticabile per la casa automobilistica fondata nel 1903 dai ventenni statunitensi William Harley e Arthur Davidson: 110 anni da festeggiare insieme a romani e turisti. Che, felici o no, per quattro giorni sono stati obbligati a convivere con un rombo invadente quanto pittoresco, i colori vivaci delle livree e i circa 150 mila motociclisti provenienti da ogni angolo della terra per lo storico raduno mondiale. Il buono: turisti a caccia della foto da incorniciare (imperdibile quella della coppia «centauro più centurione»), uno spettacolo unico, mai visto nella Capitale, parate allegre e coreografate. Il brutto: strade chiuse, bus deviati, città paralizzata, viabilità in tilt, residenti inferociti prigionieri dei propri quartieri. Il cattivo: la festa degli harleysti funestata da un grave incidente. La giornata clou del mega-raduno era iniziata con il corteo da Ostia, teatro principe dell’ evento con villaggi e show ospitati al Porto Turistico. Ore complicate per Roma fin dall’ alba: via Cristoforo Colombo bloccata dal serpentone di moto dal litorale fino al Foro Italico, centinaia di vigili schierati più elicottero della polizia in volo sulla città, per monitorare i 3 mila centauri in corteo, scortati a gruppi fino a destinazione e diverse zone chiuse al traffico per ore. Non sono mancati gli imbucati, né i momenti di caos: dai bikers senza casco a quelli stranieri che non capivano le indicazioni dei pizzardoni, a quelli non autorizzati a partecipare alla parata ma comunque in fila. Verso le 12 lo schianto sul Gra, altezza galleria Appia: un’ Opel Corsa rallenta e il «branco» di centauri che seguono si accartoccia contro l’ auto. Un groviglio di metalli in cui vengono coinvolte sei moto e restano feriti in otto. La più grave è Fabiola Palluto, 23enne in sella insieme al marito: verrà trasferita in eliambulanza al San Camillo con fratture multiple alle gambe. Gli altri cinque feriti sono tutti pugliesi come la giovane: erano a Roma per il raduno ma hanno riportato solo lesioni e traumi. Traffico impazzito e automobilisti prigionieri nella galleria-fornace. A dirsi dispiaciuto per l’ incidente è stato anche il neo-sindaco capitolino, Ignazio Marino, in contatto col Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, per monitorare la difficile situazione della città in merito a ordine pubblico e disagi per i cittadini. Roma caput mundi del caos, secondo il Codacons, duro contro il raduno, bocciato per difficoltà provocate, rumore assordante e show non autorizzati in mezzo alle strade romane: per l’ associazione «comportamenti indecorosi e diseducativi, specie per i giovani attratti dal mito Harley». Sgradito caos anche per Luca Aubert, primo degli eletti Pdl nel Municipio I Centro Storico, che propone «di istituire una specifica commissione, che si faccia garante, presso questura e prefettura, di tutelare sia il sacrosanto diritto a manifestare sia quello, ancora più importante, della sicurezza e fluidità di traffico nel centro di Roma». Ostia poi, cuore dell’ evento ormai da giovedì, è divisa: c’ è chi protesta per l’ udito perso da tempo, ma anche chi festeggia un evento di portata mondiale che sta coinvolgendo la città. Meno felici gli harleysti che torneranno a piedi a casa: sono circa una decina infatti le moto d’ epoca sparite dalle strade di Roma e Provincia. Oggi i centauri saluteranno la Capitale, non prima di partecipare a un incontro unico, quello con Papa Francesco, che da Piazza San Pietro benedìrà 800 motociclisti e le loro «ragazze». Alla faccia del mito ribelle degli anni ’60. Quando la Harley era quella montata dalla coppia Dennis Hopper e Peter Fonda nel cult «Easy Rider». Da simbolo della controcultura a pezzo di storia da esibire tra Colosseo e piazze italiche. Valeria Costantini RIPRODUZIONE RISERVATA.

valeria costantini

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