14 Giugno 2013

Metalli tossici nelle “e-cig”?

Metalli tossici nelle “e-cig”?

Arsenico, cadmio, piombo e cromo. Per essere dei sostitutivi delle sigarette normali, quelle elettroniche si sono “calate” un po’ troppo nella parte, e secondo le analisi di un’ inchiesta del settimanale “Il Salvagente” hanno mostrato un contenuto preoccupante di queste sostanze, ironicamente presenti anche in quelle di tabacco. Il dossier ora è in mano al procuratore Raffaele Guariniello di Torino, e conferma come ci sia bisogno di una maggiore regolazione del settore. Da imitare ci sarebbe l’ esempio della Gran Bretagna, dove l’ autorità regolatoria ha deciso che dal 2016 le “e-cig” saranno trattate come i farmaci da banco. I metalli, tossici o addirittura cancerogeni, sono stati trovati in sei liquidi testati dall’ università Federico IIdi Napoli. «I valori-ha spiegato Guariniello, che ha già un’ inchiesta aperta sull’ argomento, al settimanale – sembrerebbero molto elevati, in special modo in un campione, nel quale la concentrazione di arsenico sarebbe più elevata di quella ammessa per l’ acqua potabile. Valuteremo attentamente». Per il Codacons la scoperta sarebbe già sufficiente ad avviare «subito analisi a tappeto sui liquidi per e-cigarettes venduti in tutti i negozi d’ Italia, ed il ministero della Salute, sulla base del principio di precauzione, disponga il sequestro dei prodotti pericolosi per la salute». Il problema della scarsa uniformità dei prodotti, che possono contenere le più svariate quantità di nicotina oltre a sostanze non sempre lecite, è comune in tutta Europa. La decisione della britannica Mhra impone a tutti i produttori di preparare dei veri e propri dossier di sigarette e liquidi indicanti composizione e caratteristiche, che verranno valutati poi come dei normali farmaci, anche se le e-cig approvate saranno vendute anche al di fuori delle farmacie. Da qui al 2016 l’ agenzia cercherà di esortare i fabbricanti, che in molti casi sono le stesse multinazionali del tabacco, a mettersi in regola come qualcuno ha già fatto. A convincere l’ Mhra, che ha anche sondato il pubblico sull’ argomento, è proprio la convinzione che le sigarette attuali «non sono buone abbastanza, perché contengono dei contaminanti e il tasso di nicotina non è uniforme». Sul tema dovrebbe legiferare anche l’ Unione Europea, con la Commissione che ha emanato una direttiva molto simile alla decisione inglese ancora invia di approvazione, mentre alcuni paesi come la Francia e anche l’ Italia si stanno muovendo da soli, ad esempio bandendo le e-cig da scuole e luoghi pubblici. Che sia necessario intervenire lo confermano anche le cifre di questi dispositivi, che in Italia hanno conquistato due milioni di utilizzatori occasionali e 500mila abituali. In Francia le considerano come le sigarette “vere”, in Italia potrebbero essere bandite almeno dalle scuole mentre la Gran Bretagna ieri ha anticipato tutti decidendo che saranno trattate come i farmaci da banco. In attesa di una norma “unificante” dell’ Ue, che però potrebbe arrivare non prima dell’ anno prossimo e diventare efficace nel 2016 come la norma britannica, i singoli stati affronta no il boom delle sigarette elettroniche in ordine sparso. Nell’ Unione Europea, riferisce un parere dell’ Iss richiesto dal’ allora ministro Balduzzi, in paesi quali Belgio, Danimarca, Estonia, Germania, Ungheria, Austria, Slovenia, Finlandia, Portogallo e Svezia, le sigarette elettroniche contenenti nicotina sono gestite integralmente o parzialmente come prodotti farmaceutici. In Francia sono regolamentate solo se utilizzate a scopo terapeutico per smettere di fumare, anche se il ministro per la salute francese si è espresso a favore di un bando in tutti i luoghi pubblici. In Italia le sigarette elettroniche contenenti nicotina sono soggette al divieto di acquisto da parte dei minori di anni sedici secondo l’ ordinanza del Ministero della Salute del 4 agosto 2011, rinnovata il 28 settembre 2012, ma il Consiglio Superiore di Sanità ha espresso parere favorevole a un divieto almeno nelle scuole. In altri paesi quali Australia, Canada, Norvegia, Brasile, Cina, Thailandia, Uruguay, Singapore e Turchia le sigarette elettroniche sono attualmente vietate in attesa di una valutazione definitiva. Al lavoro sul tema c’ è anche l’ Unione Europea. La direttiva approvata dalla Commissione, che verrà vagliata dal Parlamento e dal Consiglio prevede per le sigarette con più di 4 milligrammi di nicotina un trattamento simile a quello dei farmaci.3.

moreno sabbiati

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